<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2962758203153094495</id><updated>2012-02-16T02:56:31.254-08:00</updated><category term='Moto Guzzi'/><category term='Mototurismo'/><category term='Danimarca'/><category term='Grecia'/><category term='Viaggi'/><category term='Olanda'/><category term='Germania'/><title type='text'>Racconti di viaggio , di moto e di vita</title><subtitle type='html'>Voglio raccogliere più informazioni possibili, su racconti di viaggiatori , per dare una speranza che qualcosa in questo mondo ancora val la pena di essere vissuto, inviatemi in vostri pensieri, i suggerimenti , le motivazioni che vi spingono a caricare l'indispensabile sulla vostra appendice a due ruote e vi portano a mettervi su strada....</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://motonaviganti.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2962758203153094495/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://motonaviganti.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Aquila Gigliata</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09551451780839514426</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_ATm98-ti0nQ/R2WGjTLVMfI/AAAAAAAAAAg/P7m6-9zc67Y/S220/Senza%2Bnome.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>7</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2962758203153094495.post-57778648542052351</id><published>2009-06-30T13:10:00.001-07:00</published><updated>2009-06-30T13:16:52.989-07:00</updated><title type='text'>Chianti Maremma Majala Tour Edizione 2009</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5353215721357041314" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 290px; CURSOR: hand; HEIGHT: 394px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_ATm98-ti0nQ/SkpxVgWF3qI/AAAAAAAAACY/06HAbIQO4JY/s400/Chianti+Maiala+Tour+2009+copy1.JPG" border="0" /&gt; &lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;y tambien en espanol&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;p align="left"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5353216203674277202" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 290px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_ATm98-ti0nQ/SkpxxlHe1VI/AAAAAAAAACg/1HldzsP6Img/s400/Chianti+Maiala+Tour+2009+Spagnolo+copy+1.JPG" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2962758203153094495-57778648542052351?l=motonaviganti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2962758203153094495/posts/default/57778648542052351'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2962758203153094495/posts/default/57778648542052351'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://motonaviganti.blogspot.com/2009/06/chianti-maremma-majala-tour-edizione.html' title='Chianti Maremma Majala Tour Edizione 2009'/><author><name>Aquila Gigliata</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09551451780839514426</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_ATm98-ti0nQ/R2WGjTLVMfI/AAAAAAAAAAg/P7m6-9zc67Y/S220/Senza%2Bnome.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_ATm98-ti0nQ/SkpxVgWF3qI/AAAAAAAAACY/06HAbIQO4JY/s72-c/Chianti+Maiala+Tour+2009+copy1.JPG' height='72' width='72'/></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2962758203153094495.post-62278353271372872</id><published>2009-04-13T12:49:00.000-07:00</published><updated>2009-04-13T12:56:41.096-07:00</updated><title type='text'>Viaggio in Spagna</title><content type='html'>&lt;strong&gt;25 Febbraio 2009 Firenze – Genova&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sveglia ore 9:30, solo la fatica di spegnerla poiché ero già sveglio da un pezzo.Bagaglio pronto: nella pratica borsa a tenuta stagna della Ferrino: biancheria intima , un cambio al giorno; 2 camicie perché non si sa mai; maglie sintetiche a collo alto; altre maglie in cotone a maniche lunghe; 4 maglioni pesanti adatti per l'abbigliamento a strati necessario se si vuole mettersi in viaggio in periodi dell'anno non proprio consigliabili; calze maglie; calzini pesanti; jeans per libera uscita; jeans da moto con le protezioni, in caso di bel tempo. Borsa serbatoio: macchina fotografica; carica batterie cellulare; cartine varie e guide turistiche; foglio con indirizzi officine Moto Guzzi Spagnole e relativi numeri di emergenza; copia chiavi moto ; 2 sottocolli di ricambio; un paio di guanti di scorta; beauty per la notte in nave; asciugamano; medicine; spray pulisci visiera; panno morbido. Borsa laterale destra: 2 bottiglie di Brunello di Montalcino da portare in regalo e regalo nipotino; sacco a pelo per la notte in nave e stivaletti da relax. Borsa laterale sinistra: Attrezzi moto; 1 filo del gas e della frizione di scorta; olio lubrificante; olio motore; candele; spray antiforatura; relè e fusibili. Abbigliamento della partenza: Tuta Dainese D-Dry; calzamaglia; doppi calzini; stivali; maglia termica a collo alto; maglione; tubolare Guzzi Club Fiorenza; passamontagna; gilè coi colori del Motoclub; guanti invernali.Pronto alla partenza con moto già revisionata, unica preoccupazione, l'usura delle gomme, purtroppo non potevo aspettare l'ordine delle stesse e dovevo partire nonostante non fossero al massimo , stando ben attento a distribuire il carico in modo che la ciclistica non venisse oltremodo compromessa. Passato a trovare colleghi di lavoro che non vedevo da anni sulla strada che mi conduceva alla costa toscana e il mio caro amico Gigi di “Easy Rider” a Viareggio,lasciavo l'autostrada per verificare se avevo predisposto bene il carico e se le gomme reggevano nonostante lo stato. Il lungocosta era piacevole , senza traffico,una bella strada isolata collegava Carrara con La Spezia, qui , dentro la città fermatomi a fare il pieno , ho deciso di abbandonare la costa e di prendere la vecchia SP1 panoramica e salire sui monti, decisione la mia premiata dal fatto che ero l'unico a percorrere tale strada, ogni tanto mi incrociavo con qualche sporadico biker intento a limare le pedanine della propria belva, e qualche ciclista che come al solito viaggiava inesorabilmente al centro della carreggiata prendendosi gli accidenti anche del sottoscritto. Arrivato vicino a Genova e vista l'ora mi sono fermato a mangiare un bel piatto di linguine allo scoglio in un ristorante non proprio sul mare...ma da me individuato solo per il fatto che lontano un po' dalla strada principale era circondato da molti campi, sui quali a fine pasto ho ben pensato di riposarmi vista la preannunciata lunga, insonne notte di nave, con la quale non ho mai avuto un buon rapporto... Arrivato al porto in largo anticipo, ho pensato di cominciare ad organizzarmi per il viaggio, suddividendo il tour in 4 tappe fondamentali, in modo da concedermi seppur breve, una vacanza senza corsa e senza fretta, ripromettendomi in stagione migliore di visitare la rimanente parte della terra spagnola. Il numero dei giorni difatti si limitava a 10 inclusi i 2 del viaggio per cui non potevo far altro che organizzarmi al meglio, nonostante troppi piani non mi siano mai piaciuti mentre viaggio. Ero con mia tranquillità e altrui stupore l'unico motociclista che si accingeva ad imbarcarsi, a dire il vero i passeggeri erano alquanto pochi, qualche camionista e poche auto. La nave era a dir poco malfunzionale, bagni rotti, dispenser sapone scardinati dal muro, sembrava che un'orda di hooligans ci avesse soggiornato, comunque a parte tutto una volta disteso il sacco a pelo sulle poltroncine e chiuso gli occhi, e una volta chiamato casa per assicurarli che sì ero completamente di fuori....ero pronto ad iniziare il mio tour e poco mi importava di dove ero , ma già pensavo a quello che avrei fatto il giorno seguente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;26 Febbraio – Barcellona &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dire che non avevo dormito una sega era dire poco: ero proprio stato male, e pensare che sapevo che la nave non era apprezzata dal mio stomaco, ma non mi immaginavo di soffrirla a tal punto che non vedevo l'ora di sbarcare. Non avevo rimesso , ma poco ci mancava. Stavamo costeggiando già la costa spagnola e già mi sentivo più rilassato e senza pensieri e preoccupazioni, pensando a gustarmi appieno quelle poche ferie che mi ero concesso. Arrivato a Barcellona, dopo aver constatato che parcheggiare un traghetto non è proprio un gioco da ragazzi, con circa 45 minuti di ritardo dovuti al forte vento che metteva in crisi le manovre di attracco, appena uscito dal porto ho aperto la mia cartina cercando di ricordarmi un po' di quella Barcellona già da me visitata e vissuta tempo addietro e poco cambiata. Vista la zona dove avevo intenzione di fermarmi a dormire , avendo individuato un albergo comodo, accogliente e soprattutto con Garage, in modo da poter lasciare la moto al sicuro per le seguenti 2 notti, mi sono mosso per raggiungere il posto. I segnali stradali spagnoli sono leggermente diversi da quelli italiani: l'obbligo di svolta a sinistra ad esempio si esprime con il divieto di girare a destra, per cui a volte è facile non farci caso, soprattutto se il segnale è nascosto dagli alberi o dai furgoni in sosta. Trovare l'albergo è stata un'impresa, peggio di quel che pensassi eh sì che mi ricordavo bene Barcellona, anche per il suo traffico, ma non posso dire di aver trovato poche difficoltà. Ad un certo punto, probabilmente poiché era già la quarta volta che passavo loro davanti, 2 poliziotti in moto mi hanno fermato: “MOTO GUZZI!!!” ha esclamato uno di loro, certo direte voi : “eh allora?!?” , non è facile vedere una Guzzi non d'epoca in una città di Ducati, Harley Davidson e Suzuki, ho avuto modo di applicarmi nella lingua spagnola con uno scambio di battute che la Sara non avrebbe apprezzato ma che hanno fatto in modo che i 2 gentili poliziotti mi scortassero fino all'Hotel “Ayre Caspe” dove per 47 euro a notte + 15 di parcheggio mi hanno dato una bella camera colazione esclusa. Nota per i viaggiatori: in Spagna la maggior parte delle volte, se non tutte , la colazione negli alberghi non è mai inclusa, e spesso costa un botto: evitate di farla, fuori si può trovare dal classico cornetto con cappuccino, allo Starbucks nelle grandi città , alle tipiche pasticcerie spagnole, dove con poco potete veramente fare un piccolo primo pasto. Arrivato, lavato e cambiato ero pronto per uscire , la metro si trovava veramente vicino all'albergo, a circa 250 metri, ma una passeggiata dopo 18 ore di nave è quello che mi ci voleva. Raggiunto l'arco di trionfo, ho ripiegato per il Barri Gothic , passando vicino al museo Picasso, ripromettendomi il giorno seguente di farci di sicuro una capatina. E mi sono fiondato nella frenetica eturistica vita delle Ramblas. Ecco che finalmente ricevo una telefonata: Matteo , caro amico di moto e belle girate nel Chianti, era per coincidenza a Barcellona con alcuni colleghi di lavoro per una breve vacanza e mi aspettava per andare a cena fuori di fronte al Cafè Zurigo in Plaza Cataluna alle ore 21:00. Non c'era altro da fare quindi per impegnare il tempo che concedermi il lusso dell'aperitivo spagnolo fatto da vino y tapas. Bello alticcio sono arrivato all'appuntamento e salutati tutti e conosciuta la nostra guida: un ragazzo fiorentino che da mesi viveva e lavorava a Barcellona, abbiamo lasciato le Ramblas per recarci nella zona della Sagrada Familia che di notte è ancora più bella e maestosa e cenare in un tipico ristorante dove nessuno parlava altro che spagnolo. La particolarità del ristorante consisteva nel fatto che prima di cenare , potevi sceglierti la pietanza direttamente dal banco pescheria: te l'avrebbero cucinata al momento, chiamandoti per altoparlante non appena pronto. Sarà stata l'ottima cena a prezzo irrisorio, la stanchezza del tremendo viaggio in nave o le 3 birrette che ci siamo scolati dopo cena, ma ero veramente stracotto , per cui salutati tutti ho ripiegato verso l'Hotel. Una sana dormita ci voleva proprio!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;27 Febbraio – turista a Barcellona&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sveglio di buon'ora mi sono dedicato al turismo, purtroppo non avevo visto in libreria la pratica e comoda guida Lonely Planet che mi aveva accompagnato nel tour estivo in Grecia, con la quale mi ero trovato a meraviglia, in compenso la guida Touring Club, era un po' più schematica, ma avevo fatto comunque buon affidamento sui consigli di coloro che tramite internet mi avevano dato una più che concreta infarinata di informazioni e luoghi da visitare, per questo motivo ero pronto al turismo “fai da te” . Uscito dall'albergo quello che ci voleva era una buona colazione, a 10 metri ho trovato un simpatico locale , chiaramente creato coi mobili dell'Ikea , ma dai vivaci colori, dove una giovane barista ha voluto comunque consigliarmi anche lei i posti da visitare in modo da poter fare un tour completo , in fondo erano tutti posti che già avevo visto , ma che avrei rivisto più che volentieri. La Sagrada Familia, l'opera più emblematica e incompleta dell'architetto Gaudì ... un po' il simbolo di tutta Barcellona le cui opere possono essere ammirate praticamente ovunque. La giornata era stupenda, una temperatura mite di 14-16 gradi alle 9.30 del mattino, anche se ci ero già entrato la sua magnificenza mi ha nuovamente persuaso ad un secondo tour a distanza di qualche anno e devo dire che leggendo tutte le descrizioni delle opere che la compongono , sono rimasto estasiato e ammaliato dalla sua bellezza e dal suo significato. Vista la vicinanza, una volta uscito dalla Sagrada Familia mi sono diretto a Parc Guell , per ammirare altre opere di questo visionario artista spagnolo. All'interno del parco si poteva ammirare la Casa-Museo Gaudì , ove l'artista conservava alcuni progetti dei mobili che avrei rivisto da lì a breve a casa Batllò. All'interno del parco, nella suggestiva atmosfera del mercato un artista da strada si esibiva in una suonata di flamenco, mi sono concesso un po' di sano relax prima che una comitiva di italiani non irrompesse con la loro solita caciara, allorché ho ben pensato di dileguarmi. Riprendendo la comoda metropolitana sono sceso fino al Paseo de Gracia, ultima mia tappa della prima parte della giornata: Casa Batllò. Il biglietto un po' costoso meritava una buona visita , d'altra parte non potevo rifiutarmi dato che l'avevo sempre snobbata le volte precedenti. Non mi prolungo in descrizioni: semplicemente fantastica, sembrava di entrare in un mondo fuori dal mondo reale, ed il fatto che fosse anche abitata oltre che essere un museo rendeva questa sua “anima” di enorme creatura marina ancor più viva e reale.Fermatomi a mangiare un panino col jambon spagnolo e una bella e fresca cerveza in un tipico locale vicino al Paseo de Gracia ero pronto a studiare un possibile percorso per la seconda parte della giornata. Raggiunti i giardini della Ciutadella mi addentravo nelle piccole viuzze del Barri Gothic, il cuore di Barcellona e lì finalmente mi attendeva il primo museo: Museo Picasso, dove consiglio a chiunque di mettere piede, solo per ammirare anche il storico edificio che ha l'onore di ospitarne le opere. Uscito dal museo c'era ancora una buona luce: le giornate già tendevano ad allungarsi per cui ho girato un po' alla cieca tra i vicoli della città vecchia, fermandomi ad ammirare la favolosa Plaça del Rei , alcuni vecchi negozi di arti e mestieri tipici, anche se molto influenzati dall'enorme turismo di cui è invasa Barcellona , e trovandomi a tu per tu con una Moto Guzzi Alce conservata in perfetto stato all'interno di una vetrina di un barbiere con la scritta sul serbatoio che riportava : Moto Guzzi Hispania. Ho pensato di lasciare al negoziante un regalo di un altro fedele guzzista: la toppa del nostro Motoclub fiorentino. Altro sito di importanza storica e artistica fondamentale del centro storico di Barcellona è la Cattedrale, la cui pianta ho potuto rivederla in molte chiese, cattedrali e basiliche nel mio tour spagnolo. Al suo interno ha un chiostro dove giochi di luce, vegetazione e giochi di acqua , lasciano il turista estasiato e in pace con sé stesso, facendo in modo che il tour pur frenetico che sia, trovi in tale tappa una giusta oasi di momentanea sosta e più rilassata ripartenza. Difatti la mia ripartenza è stata più lenta del previsto, comunque mi sono pian piano mosso verso la piazza antistante la cattedrale dove avevano allestito un simpatico mercato dell'antiquariato e cianfrusaglie più vecchie che d'epoca. Dato che la sera come quella precedente una ragazza amica della compagnia di Matteo ci avrebbe portato a mangiar tipico e bere altrettanto , ho ben pensato di tornarmene in albergo , rilassarmi, prepararmi, e semmai andare a fare un aperitivo sulla Barceloneta per poi raggiungere gli altri ragazzi nella zona Parallel al teatro Apollo, per altro vicino a dove avrei preso l'aperitivo.La Barceloneta non era cambiata di una virgola: tanto casino , senza dimenticare che era chiaramente venerdì sera per cui , se siete abituati alla Movida delle nostre parti e vi pare pure troppa, non avete chiaramente mai vissuto quella spagnola!!Tra Port Olimpic, Barceloneta e attrazioni varie del porto nuovo, rischiavo di fare più tardi del previsto anche se un giro in cabinovia fino al Montjuic non mi sarebbe per niente dispiaciuto ho dovuto mio malgrado, incamminarmi fino al luogo dell'appuntamento.La serata è stata decisamente magnifica, apprezzabile da chiunque a meno che non siano deboli di stomaco: siamo stati a mangiare in un locale tipico un po' fuori dal classico tour turistico consigliato, anche qui chiaramente eravamo gli unici stranieri circondati da innumerevoli tavolate di legno e da chiassosi spagnoli. Un'atmosfera magnifica per chi vuole stare in compagnia senza preoccuparsi di poter far casino o meno. Il locale che assolutamente consiglio a tutti era gestito da una coppia di omosessuali che facevano scompisciare dal ridere e arredato con indubbio gusto e chiaro genere: sembrava di mangiare in una fattoria: le pareti erano tappezzate di ruote di carro, aratri, attrezzi per arare i campi e per imbrigliare i buoi, mazzuoli, asce e altri tipici utensili, all'entrata botti di vino a mescita facevano attendere senza sbuffare coloro che non avevano avuto la buona idea di prenotare, ma non sembravano dispiaciuti di non potersi accomodare a mangiare, dato che bevevano alla grande. Il locale, di cui ho preso il biglietto contrariamente al primo purtroppo si chiama Taverna Can Margarit e si trova su Carrer de la Concordia, 21 ( tel 0034 934416723). Una volta che ci siamo sollazzati a dovere, con una cucina non proprio indicata ai deboli di stomaco, dato che erano sapori, forti, interiora e formaggi molto saporiti, nonché un ottimo coniglio, ci siamo spostati in una breve camminata in un particolare locale dei dintorni, costruito in un ex teatro , dove solitamente si esibivano dei danzatori di tango, e qui mi sono reso conto che il divertimento non ha età contrariamente alla nostra società, lì potevi trovare dal 14 enne alla coppia o al gruppo di amici di evidente età avanzata , magari che chiacchieravano tutti assieme senza farsi problemi di alcuna sorta, senza parlare del menefreghismo latente sulla condizione sociale di ognuno, per cui trovare il ricco dirigente e quello che aveva elemosinato fino a 2 minuti prima una bevuta tranquillamente a brindare assieme o a concedersi un sostanzioso scambio di battute non era assolutamente improbabile. E poi ci si domanda perché molti che vanno a lavorare in Spagna difficilmente facciano ritorno....La serata pur piacevole che fosse per me stava per finire: l'indomani era mia intenzione alzarmi sul presto poiché avevo avevo in programma di visitare in moto altri posti di Barcellona prima di partire e poi di raggiungere un suggestivo luogo leggermente fuori dalla strada che mi avrebbe condotto alla tappa successiva. Per cui salutai tutti , ringraziandoli della loro preziosa compagnia e presi un taxi per tornare in albergo il prima possibile. Consigli per i turisti in Barcellona: la metro è il mezzo più conveniente per spostarsi, si possono fare diversi abbonamenti in base all'uso che si deve fare. Anche i taxi, nonostante tutto, non hanno i prezzi esorbitanti delle nostre parti ed io non ho mai pagato più di Euro 7.00 anche in tariffa notturna per spostarmi da una parte all'altra della città, come appunto l'ultima sera. Per cui o avete gusto a camminare, altrimenti le alternative ci sono. Per mangiare è sempre bene portarsi appresso un libriccino o un dizionario coi significati di ciò che mangi: se siete delicati di stomaco o suscettibili a certe pietanze è bene sapere prima di scegliere a caso, potreste mangiare cose non proprio simili alla nostra cucina...anzi!!! Se già avete un'infarinata di spagnolo, molti sono i locali a Barcellona che propongono spettacoli a tema con danza e recitazione, per cui tante sono le possibilità di divertimento, comunque vi consiglio la guida “ Guìa del Ocio (bcn) “ lì trovate tutto ciò che vi è in Barcellona al momento, per i ristoranti e i locali sempre meglio sarebbe avere un contatto in loco, i migliori comunque sono quelli fuori dai luoghi turistici, comunque chiedete pure alla gente: nessuno vi risponderà male, statene certi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;28 Febbraio – Barcellona, Montserrat, Zaragoza...e la serata unica&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avrei voluto gustarmi anche il sabato a Barcellona, consapevole comunque del fatto che un altro giorno in quella città mi avrebbe costretto a rivedere il mio programma sacrificando altre tappe, e poi Saul , il mitico contatto di Zaragoza , mi aveva già organizzato una serata a detta sua “indimenticabile” per il sabato sera che difficilmente avrei potuto vivere altrove e in altro momento, e dopo averla vissuta penso che avesse davvero ragione. Salvatore, amico guzzista, sentito svariate volte ma mai incontrato purtroppo, mi aveva dato il suo contatto spronandomi a contattarlo prima tramite e-mail poi telefonicamente perché, mi aveva detto, sarebbe stato più che lieto di farmi da guida , tuttalpiù che l'amicizia sarebbe potuta diventare anche un contatto lavorativo importante, visto il mio progetto in elaborazione in questo periodo e la sua attività appena appena nata di organizzatore di itinerari turistici del vino : www.bodegar.esComunque sia , procediamo con ordine. Alzato intorno alle 7:30 ho caricato la moto, il sabato mattina Barcellonese era un po più tranquillo della frenetica vita infrasettimanale, per cui anche viaggiare in moto in mezzo al traffico sarebbe stato sicuramente più piacevole. La colazione l'ho fatta nel solito locale del giorno precedente. Per 2 Euro e 60 cent mi sono preso un buon cappuccino , brioche e un buon succo di frutta. Salutato la gentile barista, ho subito messo in moto il bicilindrico , rilassato da due giorni di pausa e ho portato a termine la mia breve visita di Barcellona passando per il Montjuic , dando una rapida occhiata all'anello olimpico, fermandomi solo dal fuori ad ammirare la fundation Joan Mirò, ma soprattutto gustandomi la vista sopra una città non ancora completamente coperta dai fumi delle fabbriche, che il sabato mattina erano parzialmente in funzione. Tornando in città , avevo segnato bene sulla cartina la strada per uscirne e per raggiungere più brevemente possibile Montserrat dato che volevo evitare comunque fosse di infognarmi nella miriade delle periferie Barcellonesi. A volte i migliori piani difficilmente si realizzano pur buona che sia la mappa o la cartina che usi soprattutto se sono cartine vecchie in una città che è in continua espansione, fatto sta che era passata una buona mezz'ora da che avevo lasciato il parc de la ciutadella prendendo avenida diagonal come da indicazioni e ancora mi trovavo in città perdendo così completamente l'orientamento. Ad un certo punto mi ha affiancato un motociclista che vedendo la targa mi ha salutato con un “ciao!!” , ho colto l'occasione per fermarlo al semaforo e gentilmente gli ho chiesto la strada per Montserrat. Era un ragazzo su una Suzuki Bandit 1200 con la ragazza che faceva da zavorra e si stavano giustappunto recando fuori città per una breve gita su strade assolutamente da consigliare e guarda caso erano le stesse che cercavo io e che mi avrebbero portato a Montserrat...e comunque quella era la strada giusta, per cui non mi ero assolutamente perso. Senza dirci niente, è bastato un solo sguardo e ci siamo capiti, lui ha ridotto un po' la velocità aspettandomi quando il traffico era tale da non poter passare facilmente con un California carico e sporgente, ma appena preso il raccordo che ci portava fuori città ho potuto far conoscere il motore Guzzi anche alle persone che non ne avevano mai sentito parlare con chiaro stupore. Abbiamo lasciato la strada statale quasi subito , fiancheggiando monti e punte che sembravano appartenere ad un altro pianeta , fuori dalla costa il paesaggio cambiava a tal punto che non capivi più se ti trovavi nello stesso posto da cui eri partito la stessa mattina, sembrava proprio un altro paese. Giunti ad uno spazio vicino a Manresa, un po' fuori dalla traiettoria per recarmi a Lleda , il mio caro compagno di strada e la sua ragazza si sono riuniti ad altri amici motociclisti che li stavano attendendo, e mi sono scusato con loro per il ritardo spiegando che ero io la causa. Ci siamo salutati dopo che mi hanno indicato la strada sui monti per raggiungere Montserrat, a parte che era ben indicata da dove mi trovavo ed ho iniziato l'arrampicata , comunque su belle strade , pulite e larghe. Una miriade di motociclisti scendeva e risaliva i monti ed io li lasciavo passare proseguendo alla mia andatura turistica , quarta marcia a 4.000 giri per un'andatura tranquilla e con velocità da crociera, gli altri bikers mi sfilavano accanto , mi suonavano e salutavano con la mano, c'era anche molta polizia probabilmente dovuta al fatto che quei luoghi erano comunque frequentati da moltissimi coraggiosi ragazzi che amavano fare trekking e molti percorsi arrivavano ad incrociare la strada stessa per cui chi la conosceva, sapeva dove rallentare , in altre situazioni invece era necessario l'intervento della polizia, in auto o in moto che all'inizio del rettilineo prima dell'incrocio avvisava la persone di ridurre la velocità e procedere con cautela. Inizialmente non capivo , poi osservando , effettivamente devo ammettere che il loro servizio era indispensabile e utilissimo specialmente durante i weekend..Ad un certo punto un cartello si apriva su uno slargo, bloccato da una sbarra con ingresso a pagamento : indicava Montserrat : 936 metri sul livello del mare...da non crederci, beh effettivamente il panorama lo confermava. Da buon visitatore ho aspettato il mio turno e mi sono messo in fila ritirando alla sbarra il mio ticket ed ho proseguito quasi fino in fondo dove una catena impediva l'accesso a qualunque mezzo a motore sprovvisto di autorizzazione, in compenso , avendo la moto il parcheggio era a fianco della catena stessa, per cui non dovevo camminare tanto. Il bagaglio era al sicuro adagiato nelle borse laterali e sul sellino passeggero ben impacchettato, ho preso giusto giusto la pratica borsa serbatoio trasformata all'occorrenza in zaino e mi sono incamminato lungo la strada pedonale delimitata a sinistra dalle impervie montagne e a destra da una passeggiata coperta e limitata da una ringhiera che dava su uno strapiombo dalla vista incredibile e spettacolare. Una ripida stradina percorsa da pazzi, maniaci del trekking si arrampicava sulle pareti dello stretto burrone e la funivia volendo era un'altra alternativa possibile per raggiungere il luogo. Un altro filone della funivia , volendo, trasformandosi in trenino si arrampicava sull'ultima crinale della montagna inserendosi a lama su un suo fianco e portava al panorama, ma purtroppo l'affluenza delle persone mi ha fatto desistere dal completare il mio tour fino in cima alle guglie. In compenso ho visitato quel luogo incantato e improbabile ad ogni possibile invasione di qualunque popolo nemico, e per questo trasformato poi con l'andare dei secoli in monastero e luogo di preghiera e meditazione, difatti il silenzio era sottratto solo da scolaresche e quando anche esse si mettevano ad ascoltare l'unica presenza era il rumore del vento che parlava attraverso le onde create dalle immense gole. Montserrat proponeva nonostante fosse luogo di culto una valida alternativa a molte cittadine nella valle sottostante, industriali e caotiche, aveva difatti un albergo , vari ristoranti, caffè, vista e tranquillità eccellenti per coloro che volevano fermarsi anche brevemente, ma quella per me era solo una tappa, niente di più. Comprata una forma di formaggio ad un venditore lungo la strada che mi aveva preso per la gola facendomi gustare dei particolarissimi prodotti tipici, sono rimontato in sella alla mia moto e ho ridisceso la collina dall'altro versante procedendo a buona andatura una volte imboccata la A2: cominciava a fare freddino e a coprirsi, non volevo rischiare di prendere l'acqua prima di non essere arrivato perlomeno a metà strada. La sorte mi ha protetto e sono arrivato a Lleda all'asciutto. Il paesaggio dell'entroterra spagnolo è molto particolare: si alternano distese di campi coltivati a foraggio, campi da pascolo con enormi bovini e qualche toro, ad altipiani brulli, dove non cresce assolutamente niente di commestibile ; campi sterminati di niente con nessuna abitazione, casa, fabbrica, niente di niente...ed io chiaramente affascinato da questo niente avevo abbandonato la strada maestra per addentrarmi un po nell'interno e lasciarmi trasportare dalla mia aquila. Incrociavo poche macchine e sempre con la cartina ben distesa all'interno della pratica finestra plastificata della borsa serbatoio, secondo i miei calcoli mancavano una 40ina di km a Zaragoza. Non avevo ancora mangiato , ma non accusavo né fame né stanchezza.La comodità dell'ultimo acquisto che avevo fatto prima di partire per le ferie era unica e fondamentale se si vuole partire e seguire percorsi senza conoscere il luogo: di solito non amo la tecnologia ma il GPS con Google map del palmare mi ha “salvato” da un probabile smarrimento in mezzo al nulla. Preso dalla particolarità del paesaggio avevo passato da una 40in di km un incrocio fondamentale, praticamente ora mi stavo dirigendo verso i Pirenei e il cielo coperto non mi aiutava certo ad orientarmi, era freddo e cominciava a cadere anche qualche goccia misto neve. Sono tornato su i miei passi constatando anche che la benzina era agli sgoccioli. Fortunatamente una volta imboccato l'incrocio ho trovato quasi subito una bettola lungo la strada che non solo aveva una piccola cucina , dove sgranocchiare qualche tapas e inumidirsi le labbra, ma anche la pompa di benzina vicina. Rifocillatomi e fatto il pieno di benzina a 98 ottani alla moto, un camionista mi ha consigliato invece di tornare indietro di raggiungere la prossima città di Huesca e da lì di prendere la A23 fino a Zaragoza : l'avevo allungata di 60 km più altri 80!!! Brutti scherzi se non si va seguendo alla lettera le cartine, ma in fondo che avventura sarebbe altrimenti?? Raggiunta la città ho notato subito un certo movimento , c'era tanta gente e molte strade erano bloccate, e non capivo davvero che cosa c'era in fermento. Avevo già sentito Saul , che mi aveva detto di essere impegnato e di chiamarlo non appena arrivavo a Zaragoza, ma non volevo essere troppo di impiccio, per cui non ho seguito il suo consiglio e mi sono addentrato in città. Dopo aver girato a vuoto per un po' senza riuscire a raggiungere il centro storico ho trovato davanti ai miei occhi il cartello rosa che indicava le informazioni e i siti di interesse storico. Per cui non ho fatto altro che seguirlo e come per magia sono arrivato sul retro de la basilica de Nuestra Senora del Pilar , una delle più maestose basiliche che io abbia mai visto alla quale gli spagnoli mostrano una devozione unica, io , nonostante non sia credente, sono rimasto a dir poco entusiasta quando poi, nel in tardo pomeriggio ci sono entrato.Trovare un albergo che avesse disponibilità in pieno centro è stata una fortuna incredibile, senza contare che aveva anche il parcheggio in convenzione: Euro 55 a notte incluso Garage: Hotel Inca , tre stelle in Calle de Manifestacion. Una volta sistemato , docciato e rilassato ho chiamato Saul il quale mi ha brontolato: aspettava la mia chiamata molto prima e aveva provveduto a trovarmi sistemazione adeguata alle mie richieste: posto pulito, tranquillo, con Garage per la moto. Ma alla mia risposta “non volevo disturbare più del necessario”, come se fosse un amico di vecchia data mi ha risposto di non dire fesserie e anzi di prepararmi per la notte a seguire che avrei scordato difficilmente. Ero capitato per caso a Zaragoza in occasione di una festa nazionale: si rappresentava difatti per la strada di tutta la città la battaglia che seguì per la cacciata delle truppe francesi di Napoleone , ove si vide un orgoglio nazionale e la creazione di miti storici senza precedenti. Per questo motivo gli alberghi erano pieni: giornalisti, televisioni , turisti , ma non solo, anche gli stessi attori, venuti da tutta la Spagna per rappresentare coi colori delle divise e degli abiti d'epoca uno scorcio di quella che fu una tra le più sanguinarie offensive delle truppe francesi su suolo straniero. La rappresentazione sarebbe durata per tutta la sera e ricominciata la mattina seguente, come del resto la mia serata.....Ho notato con estremo piacere , che , nonostante , non ci fossimo mai posti la domanda, Saul aveva la mia età , per cui nei miei canoni di pensiero italiani, il divertimento era assicurato, soprattutto per il fatto che amava l'arte e il fare da cicerone, la buona cucina, il buon vino e il sano divertimento, senza necessariamente ammazzarsi. Un personaggio emblematico che ci avrebbe accompagnato per la prima parte della serata era Peppe. Lì per lì non riuscivo a catalogarlo: una persona di una certa età, ma un guscio , la sua bellezza era all'interno: purtroppo aveva subito alcuni lutti tragici in famiglia e il destino non era stato per lui troppo sorridente, per questo i vecchi compagni di scuola del figlio lo avevano adottato come secondo padre ed erano viva parte della sua esistenza e della sua persona. Per anni aveva vissuto a Cuba e quando possibile ritornava perché si sentiva parte di essa, era una persona di cultura, e molto importante dal punto di vista socio culturale, curatore di diverse mostre e gallerie d'arte, bravo nel parlare e amabile nel modo di fare, sempre sorridente, ma serio e deciso quando occorreva. Il camminare con lui nelle strade della bella Zaragoza significava fermarsi ogni 5 minuti a salutare qualcuno: dalla famiglia con bimbi piccoli, alla coppia giovane, ai giornalisti, senza parlare dell'accoglienza all'interno dei locali per gustare vino y tapas , alcuni dei quali esponevano anche molte foto di Peppe, conosciuto per essere l'assistente personale del governatore di Aragona. Nel giro di poche ore , sapevo tutto sulla storia politica, socio economica della città e del popolo spagnolo, entrando anche in discorsi concitati e seri di fronte a vino e assaggi vari , completamente ignorando ciò che stavo assaggiando, ma era tutto cibo eccellente!! Mi ero fatto una cultura molto più approfondita di quella che insegnano a scuola o che puoi leggere su guide turistiche, una cultura fatta di pareri, di esperienze , magari non vissute direttamente ma raccontate da opere artistiche contenute all'interno di una mostra che Peppe stesso aveva curato e che mi ha mostrato e raccontato in tutta la sua forza emotiva e la sua “realtà” facendomi entrare come personaggio in secondo piano in azioni e reazioni che erano il manifesto di un popolo forte che non si lascia distruggere tanto facilmente da popoli esterni mossi dalla brama di potere e convinzioni di un pazzo conquistatore. Ero completamente ammaliato da questi due amici appena conosciuti ma che credevo di conoscere da una vita. Saul giovane, della mia età , ma con un temperamento unico , che aveva scommesso tutto per un progetto che aveva ideato coltivato e costruito dal niente, unendo le sue passioni con quello che più sapeva fare: stare con le persone ed essere partecipe della propria vita e di quella degli altri senza esuberanza o mancanza di rispetto, ma trovando la giusta interazione. Per cui parlare con lui anche del mio progetto senza giri di parole , ma trovando un valido consigliere e supporto è stato assolutamente gratificante e mi ha dato una spinta in più : crederci davvero.Peppe una persona alla quale difficile non affezionarsi , mi ricordava un mio caro amico : simile ma diverso dal mio “Zio Rinaz” del Chianti al quale, nonostante sia orso e dal carattere molto difficile, voglio un bene dell'anima, ho trovato tra i due molte analogie.La serata è proseguita in una maniera che se me lo avessero detto , non ci avrei creduto. Mentre eravamo in un locale a bere e parlare , Peppe si è alzato dicendo di dover verificare una disponibilità in uno dei locali più esclusivi di Zaragoza, ma dove per lui avrebbero comunque trovato sempre disponibilità, un locale che non potevo assolutamente non vedere,il cui curatore artistico era nientedimeno che Bigas Luna, il regista cinematografico dalle idee particolari e osè.EL PLATA. Non mi chiedete dove è in quell'ingarbugliato intreccio di vie, so solo che è in centro, che da fuori non gli daresti niente, che è affollato di gente di tutti i generi, che la coda per entrare senza invito è chilometrica, che fanno entrare comunque tutti se armati di buona pazienza ma senza prenotazione col cavolo che ti danno un tavolo, a meno che tu non sia Peppe, quindi in caso vogliate andarci, trovate tutti i modi possibili, ma fatelo , chiedetemi pure il contatto di Saul, ve lo darò previo suo consenso, ma non chiedetemi com'è il suo interno.Ho fatto una promessa e la manterrò: vi basti sapere che le sedie sono quelle di scuola, così come i tavoli, il soffitto e il pavimento sono pieni di colori così come tutto l'arredamento, c'è un grande palco che si apre sugli spettatori , ma lo spettacolo si manifesta ovunque, dove meno te lo aspetti e molto spesso capita che tu da spettatore diventi pure attore, gli spettatori sono sia uomini che donne che altro, ma non necessariamente è dedicato a una di queste categorie, il bagno è la cosa più spettacolare, irriverente, simpatica, straordinaria ed esilerante che io abbia mai visto, ma dato che non si potevano fare foto ed io ho rispettato la regola, non posso dirvi altro, solo questo: è la cosa più spettacolare che abbia mai visto, può non piacere , ma nulla toglie che sia unica.Finito lo spettacolo siamo tornati alla vita notturna del sabato sera di Zaragoza, abbiamo salutato Peppe riproponendoci di sentirci l'indomani, ed io e Saul abbiamo iniziato a saltellare da un posto ad un altro, stando sempre bene attenti a non esagerare col vino, fino all'ultimo posto, composto da due ambienti, il primo dedicato ai giovanissimi, il secondo dedicato agli ultra trentenni, sicuramente mi sentivo più a mio agio nel secondo, anche perché, ultra trentenni sì ma solo nel fisico. Lì la Tequila è iniziata a scorrere a fiumi e sembrava si facesse a gara a chi reggeva di più, ma tanto, poco male, nessuno dei due doveva guidare per raggiungere casa. Quando barcollavo, più che camminare ho ben pensato di salutare il mio carissimo amico e di tornare in Hotel.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;01 Marzo – Zaragoza&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il risveglio è stato tremendo, un male di testa bestiale, ciò a testimoniare che il vino spagnolo è forte e che mischiare non fa mai bene, questa rimane una regola universale. Saul mi ha chiamato di lì a poco dicendomi che ritardava poiché aveva problemi alla macchina: non si apriva, sembrava che qualcuno gli avesse forzato la serratura. Mi sono alzato con molta calma e sono uscito dirigendomi verso la piazza principale, una delle più grandi dell'intera Europa , con una rappresentazione di fronte alla magnifica Basilica del Pilar del Sud America su una scultura moderna di marmo e giochi d'acqua. Questo a far capire la grande importanza culturale e religiosa della Spagna per le popolazioni sudamericane. All'interno della magnifica Basilica, visitata poi più approfonditamente con Saul e Mereje , la sua ragazza , quello che subito rapiva lo sguardo e i sensi era un organo enorme a 3 piani , suonato da un giovane da una maestria indescrivibile, sul lato opposto si ergeva l'altare scolpito in ogni suo particolare in chiaro stile rococò, stile artistico che avrei rivisto a Valencia nei giorni seguenti. Dietro c'era il motivo significativo dell'adorazione senza precedenti dei devoti per questa importante basilica dell'interno della Spagna: la stele ove si crede che sia apparsa la madonna a San Giacomo, conservata all'interno di una teca e circondata da un sacrario con alte colonne circolari, ove è stato ricavato un piccolo e nascosto luogo di culto. La chiesa nell'arco dei secoli è , comunque, famosa sia per la sua architettura molto particolare, avendo base romana (Zaragoza = CaesarAugusta) , varie occupazioni ottomane nei secoli, stile gotico delle guglie e delle torri , un'importanza significativa per il fatto che molti hanno tentato di farla cadere a suon di cannonate , riportate orgogliosamente sulle proprie mura , ma mai caduta; 2 bombe addirittura lanciate dai nazisti durante la guerra sono conservate a monumento della sua indistruttibilità all'interno della basilica stessa perché inesplose. Io lo considero culo, c'è qualcun altro che è convinto sia fede, chiamiamolo come ci pare, fatto sta che è un fatto da annotare descrivendo la magnificenza di una città ricca di patos e bellezza. Fuori dalla basilica ci siamo recati sulle rive dell'Ebro per constatare che i soldi destinati al recupero della città in occasione dell'Expo di tempo addietro erano stati ben spesi: bonifica degli argini, pulizia delle rive del fiume , pulizia del letto del fiume difatti al contrario della mia cara Firenze era piacevole passeggiare sulle rive del fiume senza cattivi odori o animali che ti scappassero tra le gambe. Abbiamo camminato per tutto la mattinata, mi hanno praticamente fatto fare un tour completo di Zaragoza a piedi: il programma era quello di andare fuori città per mostrarmi sul campo quello di cui Saul si occupava sul serio , ma il problema alla macchina era più serio del previsto e quando finalmente aveva trovato una possibile soluzione era ormai troppo tardi e avremmo perso più tempo a raggiungere il luogo che a desistere e a concederci ad altro. Mi ha accompagnato alla sede della sua ditta, mostrato con piacere l'inaugurazione attraverso foto e ritagli di giornale, ho potuto così apprezzarne la serietà e l'originalità dell'idea. Appena dopo pranzo, consumato in un locale sulla strada non molto apprezzato , Saul ha voluto farsi perdonare della scelta, anche se non aveva colpa alcuna portandomi a gustare il miglior caffè spagnolo al Caffè Torino, dove abbiamo rincontrato Peppe , impegnato con un amico cubano a chiacchiera in uno spagnolo che facevo davvero difficoltà a capire nonostante ormai la lingua mi avesse preso in quei giorni di completa assenza della mia. Saul parlava molto bene l'italiano devo dire o quantomeno tra il mio spagnolo e il suo italiano riuscivamo a fare dei discorsi anche complicati e interessanti, spaziando dalle normali presentazioni di routine tra due semplici conoscenti. Ma lo spagnolo cubano era troppo particolare per poter arrivare ad una qualsiasi comprensione da parte mia. La serata stava spegnandosi , Peppe ci ha invitato a seguirlo a casa sua dove , in un quartiere popolare abitato da zingari portava avanti un'esistenza semplice ed essenziale in una casa che sembrava un piccolo museo pieno di opere d'arte e foto di terre , tempi e ricordi lontani carichi di nostalgia. Abbiamo salutato Peppe non senza una certa gratitudine da parte via, ripromettendomi di tornare il prima possibile a salutarlo in una mia prossima vacanza anche se ciò sarà tremendamente difficile. In tarda serata Saul e Mereje mi hanno invitato a casa loro per mangiare un boccone, e si è dimostrato un ottimo cuoco , improvvisando una cena squisita condita da un vino della Rojas favoloso, mentre Mereje mi ha ricordato come carattere molto la Sara: tanta pazienza , tanto affetto verso il proprio uomo, ma anche tanta combattività e forza emotiva, una bella coppia sul serio.La serata e questi splendidi due giorni erano passati, ma ne conserverò un ricordo prezioso, ho incontrato gente fantastica che mi accolto tra di sé pur non conoscendomi affatto e mi ha reso partecipe della loro vita , di questo ne sarò grato sempre. Saul , Mereje e Peppe sono ufficialmente invitati in Italia, ma questo loro lo sanno di già, l'importante sarebbe quello di poterli ripagare con la stessa moneta, in quello avrei serie difficoltà. Salutati i miei due nuovi amici spagnoli , ho preso un taxi e sono tornato in albergo, la mattina seguente Saul sarebbe venuto in Hotel a salutarmi e a darmi alcune dritte preziose per il viaggio a Madrid, inoltre doveva ritirare una delle bottiglie di Brunello di Montalcino che avevo portato per lui dall'Italia e non avevo avuto ancora l'occasione di dargli.Traduzioni culinarie indispensabili per chi non vuole rischiare di mangiare cose non gradite, premetto che io ho mangiato tutto e sinceramente non mi ha schifato niente, ma riconosco di essere di bocca buona:cohones: va beh questo si capiscelengua: pure questomorcilla: sanguinaccio o salciccia di sanguinacciohigado: fegatochorizo: salsiccia molto saporita e speziatamorro: labbro di tororabo: coda dello stessocordero: agnelloatun: anguillaBuon appetito!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;02 Marzo – Zaragoza, Daroca, Calatayud, Alovera ( Madrid) &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;03 Marzo – relax a casa di Sandra&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un leggero ritardo sulla tabella di marcia perché Saul era venuto a darmi suggerimenti sulla zona che avrei percorso quella mattina, consigliandomi di passare per alcune strade suggestive e particolari, visitando alcuni villaggi interni , poco conosciuti, ma meritevoli da vedere, anche solo di passaggio. Scambiati i saluti e gli abbracci e donatogli il vino che preziosamente avevo custodito nella prima parte del mio viaggio, ho imboccato la circonvallazione per raggiungere la A23 in direzione di Valencia. Il tempo era parzialmente coperto ma non faceva freddo per cui indossavo quel giorno i jeans con le protezioni, facendo prendere un po' di aria ai pantaloni Dainese legati sopra il mio bagaglio. La strada si arrampicava sopra piacevoli altipiani ondulati e sinceramente devo dirlo: l'autostrada spagnola diversifica molto dalle altre : difficilmente ti addormenti risultando piacevole anche per i motoclisti , dato che si insinua tra i paesaggi con curvoni giganteschi, salite e discese permettendoti anche di divertirti stando bene attenti al traffico e ai camion.Proprio quando ho lasciato l'autostrada per addentrarmi nella suggestiva gola che collegava Daroca a Calatayud, il tempo ha cominciato a farsi minaccioso, cascare qualche goccia di pioggia e la strada che percorrevo a farsi scivolosa dato che non era pulitissima per il passaggio di camion diretti alle cave vicine. Per cui fermarmi anche ai bordi della carreggiata per scattare qualche foto dei paesaggi non mi è stato con rammarico possibile: non conoscendo il posto e dato che Saul mi aveva esplicitamente spiegato che mi sarei addentrato in uno dei posti più magici ma anche più selvaggi di quella parte della Spagna, ho deciso di mettermi di buon polso per cui non mi sono fermato come avrei voluto né a Daroca né lungo il percorso che comunque suggerisco a chiunque: il paesaggio cambia in maniera istantanea e impressionante in questa stupenda gola circondata da minacciose montagne e vegetazione mai vista, la strada dapprima sporca, si fa piacevole , sempre larga e bei tornanti la caratterizzano, peccato per la pioggia: non solo mi son dovuto cambiare i pantaloni in mezzo alla strada, ma anche non ho potuto sfruttare la moto come avrei voluto.A Calatayud però mi sono fermato a pranzo, volevo andare in un posto suggeritomi da Saul prima di partire, ma malauguratamente era chiuso il lunedì mattina, comunque seguendo il consiglio di alcuni muratori, che in mancanza dei camionisti o dei motociclisti sono i migliori nel consigliarti i posti , ho pranzato in una taberna all'interno del centro storico, nascosta e che sembrava un posto malfamato e da n on consigliare assolutamente. Penso che il mio colesterolo abbia ringraziato, ero talmente pieno che una volta ripresa la moto mi sono fermato nella piazza principale a rilassarmi su una panchina dato che non riuscivo a guidare. MI mancava più di metà strada da fare, circa 200 km per arrivare a Madrid, per cui anche se il serbatoio mi avrebbe concesso ancora un'autonomia di 120 km , ho preferito fare il pieno e mettermi di novo in marcia. Mentre ero al benzinaio ho incontrato un ragazzo in moto con un Harley col quale ci siamo scambiati un paio di battute, anche lui andava a Madrid e mi ha assicurato che traffico permettendo non c'erano problemi di velocità su la A2 che mi portava fino ad Alovera, vicino Madrid, quindi se volevo divertirmi un po' con lui, era lieto di farmi da strada. Il tempo era cambiato di nuovo, dopo un bell'acquazzone che ci ha messo non poco in crisi, specialmente per la mancanza di asfalto drenante su alcuni tratti, poi ha fatto nuovamente capolino il sole per cui confesso che il contachilometri non è sceso sotto i 160 km/h , velocità notevole per una moto carica e soprattutto per una 883.In men che non si dica siamo arrivati in vista di Guadalajara , a 10 km da Alovera, lì siamo usciti dall'autostrada e ci siamo concessi una piccola sosta, per salutarci . Non mi ricordo il nome , ma gli ho dato i miei contatti in internet, ho dovuto come minimo segno di riconoscenza: viaggiare da soli , senza fermarsi ogni poco a visitare i luoghi di interesse, ma essendo obbligati , dal tempo e da altro a dover percorrere km di “autopista” senza compagnia è frustrante e stancante invece con l'amico “motero” il tempo è passato come niente.Sono arrivato ad Alovera nel primissimo pomeriggio, lì mi aspettava la carissima Sandra che aveva avuto la brillante idea ultimamente di lavorare da casa, mettendo su una propria attività per cui poteva concedermi sicuramente più tempo del previsto . Una cosa che mi ha stupito è stata la determinazione degli spagnoli: se vogliono fare una cosa , la fanno senza preoccuparsi del dopo, ma vivendo l'esperienza al momento, eh sì che la crisi finanziaria di questo periodo ha colpito senza dubbio anche loro, forse più di noi. La sera , dopo essere andati a fare la spesa e preso il piccolo Daniel dall'asilo, al ritorno di Isaac a casa mi sono messo a parlare un po' con lui: nel giro di poche settimane molte ditte erano chiuse da un giorno all'altro , nonostante questo la gente non si lasciava andare , non dava colpe a destra e sinistra , ma faceva di tutto per reagire e trovare una possibile soluzione. Era tempo di relax, in questa vacanza, mi ero sempre divertito per ora, visitato posti, visitato luoghi, monumenti e opere d'arte, ma non avevo mai staccato un po' la spina dalla corsa a vedere più cose possibili in poco tempo, avevo diritto ad un sano riposo, passandolo in “famiglia”, in fondo il legame costruito con la Sandra in Italia , quando viveva a Firenze era stato profondo e mi sentivo come un fratello maggiore, cosìcché ho potuto finalmente fare il baby sitter con lo splendido nipotino acquisito per ben 1 giorno e mezzo .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;04 Marzo – Turista a Madrid&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non potevo tornare a Madrid senza rivedere la bellissima capitale. Il giorno precedente il tempo non era assolutamente adatto ad uscire, con pioggia, vento e altro, o perlomeno non era adatto ad uscire in moto. Quella mattina invece il cielo era coperto ma non pioveva, per cui armato di buona pazienza , con la moto finalmente libera da bagagli o altri persi inutili , fuorché l'essenziale borsa serbatoio. La pazienza era necessaria per percorrermi gli oltre 50 km fino alla città in mezzo al traffico del giorno infrasettimanale, unica consolazione: il fatto che ero in moto mi avrebbe permesso di evitare inutili code. L'A2 è comodissima : ti porta fino al centro città , fino al Paseo del Prado , la via principale di Madrid che porta alla stazione di Atocha ed è palcoscenico del famoso museo, da me rivisitato anche in questa occasione. Lasciata poco distante la moto, dopo che un altro ragazzo motociclista mi aveva assicurato che se l'avessi lasciata su strade principali in bella vista non ci sarebbero stati problemi, ho potuto concedermi nella mattinata la visita al Museo del Prado, il Museo Thyssen e il Reina Sofia. Consiglio per gli amici motociclisti: se avete la possibilità di lasciare custoditi in bauli zaini o caschi meglio, quando difatti li portate con voi non vi lasciano entrare nei musei se non li depositate; non è tanto il costo del deposito, spesso gratuito, quando il tempo che perdete a lasciare gli oggetti e poi recuperarli dopo, dato che l'affluenza è enorme in qualunque periodo dell'anno . Ho ripreso poi la moto quando erano ormai le 14:30 , non male in circa 4:30 ore mi ero visto 3 musei, i più importanti, spesso non bastano 4:30 neanche per visitare il Prado , ma li avevo già visti in precedenza e mi ero concesso il lusso di rivedere le opere principali.Ho ripreso la moto per lasciarla vicino al Palazzo reale, che avevo già visto una v olta e non pensavo valesse la pena ritornarci, per cui mi sono solo soffermato per vedere sfilare i soldati con la banda e i cavalli in parata, poi ho ripiegato verso ikl centro cercando qualche locale dove mangiare un boccone vicino a Plaza Major , evitando volutamente la piazza, dove solo i turisti ignari si fermavano oppure dove ti accalappiavano gli avventori dei ristoranti senza troppi complimenti, magari presentandoti un menù su carta plastificata, pieno di colori e dai prezzi esorbitanti su cibi precotti. In una delle vie accanto a Plaza Major ho invece trovato un locale snobbato ai turisti per il semplice fatto che il menù era solo in spagnolo e dovevi mangiare in piedi come i classici bar di tapas spagnoli. Nel locali ho potuto rigustare i piatti tipici dell'entroterra spagnolo che avevano caratterizzato il mio tour enogastronomico da Zaragoza. Il locale degno di nota è del 1870 e si chiama “Taberna Bodegas Riclas” e si trova in Calle Cuchilleros , n° 5 accanto alla Plaza Major. Il resto della giornata l'ho passato comprando souvenir...non oggetti...chiaramente ma tutti salumi e formaggi che avrei portato a casa. Tornato a Alovera mi sono preparato spiritualmente per la partenza del giorno seguente stando a stretto contatto con i miei cari Sandra, Daniel &amp;amp; Isaac.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;05 Marzo – Alovera – Valencia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sole splendeva quel giovedì mattina a tal punto che mi sono alzato prestissimo, ho salutato Isaac che scappava a lavoro , dato un abbraccione a Daniel e alla Sandra e in men che non si dica ero già in viaggio, destinazione Valencia vedendo se possibile di passare da alcune località che mi ero segnato e avevo studiato in quei giorni su internet. Programma di viaggio valido fino ad un certo punto, mi addentravo difatti nella zona dei venti dove al meglio vengono difatti sfruttate le risorse eoliche del paese, basti vedere la miriade di pale eoliche disseminate su tutte le creste collinari attorno a Madrid e fin verso la costa. Passato un centinaio di km da che ero partito arrancavo con difficoltà stando il più possibile al centro della corsia d'emergenza ed evitando per quanto difficile di sbandare . Il vento pauroso mi spostava continuamente con folate al limite della sopportazione e aumentava pian piano che la strada saliva sull'altopiano antistante la vallata ove si apriva la città di Valencia. Il paesaggio era ancora variato nuovamente, avevo lasciato il deserto brullo dietro le spalle, mi ero districato su vallate pianeggianti a coltivazione di frumento fino a viaggiare su rapidi salite che portavano a monti coperti di boschi di abeti e scorci mozzafiato su fiumi, laghi e ruscelli impetuosi. Ero appena entrato nella Comunidad valenciana che mi superò una macchina della polizia intimandomi l'alt in una stazione di servizio. “ tu es loco? “ , gli spiegai con molta calma che in serata avrei dovuto assolutamente raggiungere Valencia , che distava secondo i miei calcoli solo 100 km e che l'indomani ne dovevo percorrerne circa 350 perché avevo la nave di ritorno da Barcellona. Stupiti mi guardarono esclamando che i “moteros” sono proprio pazzi e non certo “motoristos”. La differenza tra i 2 termini è che i secondi usano la moto per farsi le girate, i primi invece ci vivono con e su di essa. Mi avevano etichettato nella seconda cateogria e ciò mi riempiva di orgoglio , ma certo non mi giustificavano , obbligandomi a fermarmi finché il tempo non si fosse fatto più tranquillo e il vento non si fosse quietato un po'. Mentre ero in sosta alla stazione di servizio e ne avevo approfittato per mangiare un boccone , una altro gruppo di Moteros austriaci con vecchie BMW GS si sono fermati completamente sudati dalla fatica . Ci siamo messi a chiacchiera scambiandoci pareri sia sulla strada, che sulle condizioni meteo che su consigli per il viaggio nonché parlando chiaramente di moto, raduni, cibo e vino. Loro sarebbero proseguiti da Valencia sul lungo costa fino a Gibilterra dove avevano intenzione di imbarcarsi e raggiungere il Marocco....avrei voluto seriamente andare con loro, ma invece li ho seguiti solo fino all'entrata in Valencia dove ci siamo calorosamente salutati.Il vento mi aveva fatto veramente stancare, ma l'idea di continuare il viaggio e saltare la visita alla bella città spagnola mi terrorizzava , soprattutto perché sulla costa avrei probabilmente trovato più vento che sull'interno, preferivo riservarmelo per il giorno seguente una volta sveglio e riposato. Trovare l'Hotel è stato molto complicato: sembra che Valencia ne fosse sprovvista, invece cercavo nei posti sbagliati , dato che la maggior parte si concentrava sì nel centro storico , ma in aree pedonali, difficilmente individuabili dalle vie di maggiore traffico. Passato 2 volte di fronte all'arena dove si teneva la corrida, alla fine ho trovato all'inizio dell'area pedonale un garage con accanto l'Hotel, perfetto, senza chiedere il prezzo mi sono sistemato e mi sono rilassato per circa un'ora buona. Cambiato e pronto per il turista fai da te, temevo di non vedere più di quanto possibile , per cui mi sono fermato al banco informazioni all'interno dell'albergo, essendo un breve soggiorno solo di una notte mi hanno consigliato di prendere il classico bus turistico per avere un'infarinata sulla storia e sullo sviluppo della città e poi magari in serata , dopo cena c'era se ero interessato la possibilità di poter assistere ad una corrida. La curiosità devo dire che era tanta per cui accettai la proposta incaricando il portiere di comprarmi il biglietto. Uscito dall'Hotel mi sono subito recato nella piazza della Cattedrale dove ho potuto visitare la chiesa non accessibile ai turisti se non si paga, e la Basilica , l'architettura di base romana era chiaramente stata influenzata dalle varie invasioni del corso dei secoli, e ora presentava due strutture con elementi molto caratteristici e unici. Ho fotografato la torre di Santa Caterina che si ergeva con le sue decorazioni di stile rococò e mangiato sotto la torre in un tipico bar alcuni pastros tipici di quella parte della Spagna : i churos , fatti lì per lì da un'anziana signora che sembrava non avesse fatto altro per tutta la vita , bevendomi una saporita cioccolata calda. Poi , come da consiglio del portiere sono montato sull'autobus rosso turistico, dove veramente il tour seppur caotico, per l'enorme traffico della città portuale, è stato interessante e esaustivo. Passando di fronte a tutte le opere più importanti della città, era l'unica cosa che potevo fare dato il poco tempo a disposizione. Tornato in albergo ormai a sera inoltrata, ho fatto giusto in tempo per un aperitivo veloce prima di andare alla corrida, se lo sapevo prima avrei mangiato molto a pranzo, poiché lo spettacolo mi ha tolto quasi del tutto l'appetito .Un vecchio lardoso ha tentato per tutto lo spettacolo di vendermi roba, poi visto che non lo consideravo minimamente ha tentato di spiegarmi il significato della corrida , dove un toro , animale di valore e degno di stima , veniva infilzato da punte avvelenate da ridicoli individui mascherati da finti matador per poi , quando era completamente esausto e barcollante venir assassinato dal regista in completo dorato. Mi ha disgustato, bella la presentazione , ma dubito che ne rivedrò presto un'altra. Si scusano poi con la frase “ma noi il toro lo mangiamo dopo!!”, buono ma almeno spero che quello che ho mangiato anch'io fosse morto senza divertimento del carnefice. Sono “rincasato” abbastanza presto, dopo una piccola cena ad un ottimo ristorante di pesce appena dietro l'albergo, così ho avuto per fortuna così tempo per rilassarmi ben bene visto la prova che mi aspettava il giorno seguente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;06 Marzo – Valencia – Barcellona : ritorno da paura!!!&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;07 Marzo – ritorno a casa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sveglio verso metà mattinata dopo aver dormito veramente tanto forse anche troppo, ero pronto per l'ultima tappa prima di riprendere la nave e tornarmene a casa, la vacanza era stata breve , ma intensa e sicuramente da ripetere magari con più tempo a disposizione, con più compagni di viaggio e sicuramente in un periodo più caldo. Avevo deciso di prolungare un po' più la mia permanenza a Valencia quella mattina tanto contavo di fare 350 km circa in totale tranquillità dato che la nave non sarebbe partita prima delle 20.00 della sera, ma mi sbagliavo riguardo la tranquillità.Comunque sono andato verso la città delle arti e della scienza che avevo intravisto il giorno precedente con il tour sul bus turistico, stupendo e fenomenale, anche se con l'ultimo edificio ancora in realizzazione, pensavo di fermarmi anche all'oceanografico, ma avevo promesso a Sara che ci saremmo andati assieme nella nostra prossima visita in Spagna, per cui il rimorso mi ha probabilmente salvato dal perdere la nave.Iniziava la mia ultima tappa e già prevedevo non sarebbe stata la migliore, il sole splendeva stupendo in cielo, ma non c'era l'ombra di un motociclista a giro, eppure in quei giorni ne avevo visti parecchi sulle strade. La spiegazione era che quell'area , solitamente solcata da venti abbastanza forti, quel giorno era sconsigliata a qualunque mezzo a due ruote o cabinato poiché un forte vento proveniente dall'entroterra sfrecciava a circa 100 km orari di traverso , e la vegetazione in quella parte della Spagna è praticamente nulla, per cui niente bloccava la violenza e la forza del vento. In alcuni tratti ho avuto assolutamente paura: dovevo mantenere una velocità media di 80/90 orari, se diminuivo lo sterzo girava praticamente da solo spingendomi pericolosamente verso il guardrail , se aumentavo la moto volava per i cazzi suoi. Stando oltretutto in coda su una strada a due corsie , quando arrivavano macchine o camion in senso contrario rischiavo sempre di cadere per terra ad ogni passaggio. In questa situazione paradossale mi sono trovato ad esempio sopra un ponte con la moto ferma sul cavalletto laterale, inclinato a 60 gradi perché se rimanevo fermo coi piedi a terra il vento era talmente forte che mi buttava in terra e la mia fortuna era che il peso del mio Cali raggiunge circa 250kg , col bagaglio , il pieno e me , creavamo una bella zavorra di sicurezza. Le pause in totale sono state 5 , in una di queste temevo veramente di non partire più perché oltre alla mia difficoltà per la guida in condizioni estreme , dovevo preoccuparmi anche degli altri utenti della strada che avevano anch'essi non poche difficoltà. Ad un certo punto mi sono fermato in una stazione di servizio dove ho visto un camion con cabinato per il trasporto di moto, ho chiesto all'autista se era vuoto e se arrivava a Barcellona o lì vicino; mi ha risposto che era effettivamente vuoto e che la sua destinazione era Girona, quindi per me sarebbe stato perfetto, ma per tutto l'oro del mondo giammai si sarebbe messo alla guida con quel vento anzi si meravigliava lo avessi fatto io perché un vento del genere rischiava di far capovolgere addirittura i camion. Difatti per tutto il tragitto ne ho incrociati 3 capovolti. In un momento in cui credevo di non farcela davvero più si è presentato il mio angelo custode. Ero fermo in una piazzola , col casco chiuso per aspettare che il vento calmasse la sua furia quando si è fermata una ragazza in macchina e mi ha detto che era da un po' che mi seguiva e dato che era anche lei motociclista se non mi dispiaceva, mi avrebbe seguito fino a Barcellona: lei si fermava lì e pensava che io proseguissi per tornare in Italia in moto. Non ci potevo credere, la sicurezza che comunque c'era qualcuno che mi dava supporto e aiuto in caso d'emergenza o in caso ne avessi avuto bisogno mi ha dato la carica per poter porre fine a quell'agonia. Arrivati a Tarragona il vento era finito, per cui le ho fatto cenno di fermarsi, e senza che lei avesse neanche il tempo di contestare l'ho invitata a pranzo. Una pausa in bella compagnia dopo quell'angoscia, quella paura e quella palpitazione che avevo provato in quei 250 km da Valencia a Tarragona mi ci voleva proprio per rimettermi in sesto. La N340 , la strada che avevo deciso di imboccare da Valencia d'altra parte era stata l'unica alternativa: il lungo costa era troppo lento da percorrere, sicuramente una scelta non opportuna avendo le ore contate, l'autostrada troppo pericolosa, difatti non solo il limite di velocità era di 120 orari, ma era costruita tutta sopra sopraelevate per cui le intemperie la avrebbero fatta completamente da padrone ed inolte chissà se avrei trovato altra persona così disponibile e premurosa come la mia nuova amica. Ci siamo salutati appena dopo pranzo: io volevo fermarmi, dato che ancora c'era tempo , nella zona della Cava , un tipico vino bianco spagnolo, in modo da arrivare poi alla nave bello caldo e pronto per fare la nanna. Sembrava di essere tornato nel Chianti , anche se mi spiace dirlo, non c'è zona più bella che la nostra toscana, ma saranno stati vino e sole, saranno state le belle curve e le belle distese di filari , ma mi sentivo molto più vicino a casa, anche se la voglia di tornare era comandata dalla nostalgia di Sara e dal fatto che mi sentivo in colpa per averla lasciata a casa.Arrivato al porto ho piacevolmente notato che non sarei stato solo come all'andata : c'erano circa 4 pullman di ragazzini delle scuole in gita, sia italiani che spagnoli, e altre coppie in viaggio di piacere che tornavano a casa o partivano per l'Italia. Difatti la nave assegnataci questa volta era quasi perfetta , c'era anche il cinema gratuito e la discoteca funzionante. Non adoro le discoteche ma per lo meno era una buona alternativa all'insonnia. A bordo della nave ho conosciuto una coppia, lui 82 enne siciliano , lei 76 enne di Treviso , residenti a Palermo che erano in viaggio dal 2 Gennaio e si erano girati circa 15.000 km tra Spagna e Portogallo per festeggiare le loro nozze d'oro. Sarebbe bello arrivare alla loro età con la stessa voglia di vivere e giovinezza nello spirito , magari in grado ancora di guidare una moto...ci lavoreremo su. Sbarcato dalla nave ho fatto tutta una tirata per tornare a casa , non vedevo l'ora di riposare le mie stanche chiappe , abbracciare la Sara, gustarmi un buon caffè e un' ottimo piatto di pasta, non necessariamente nell'ordine in cui l'ho scritto , spero che nessun autovelox mi abbia beccato perché ci sarebbero stati gli estremi sicuramente per qualche contravvenzione. Alla prossima avventura , magari tornando in Spagna con qualche caro amico a cui è piaciuto il mio lungo resoconto!!!!Un ruggito bicilindrico!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lorenzo Cammunci alias Aquila Gigliata&lt;br /&gt;GUZZI CLUB FIORENZA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2962758203153094495-62278353271372872?l=motonaviganti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2962758203153094495/posts/default/62278353271372872'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2962758203153094495/posts/default/62278353271372872'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://motonaviganti.blogspot.com/2009/04/viaggio-in-spagna.html' title='Viaggio in Spagna'/><author><name>Aquila Gigliata</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09551451780839514426</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_ATm98-ti0nQ/R2WGjTLVMfI/AAAAAAAAAAg/P7m6-9zc67Y/S220/Senza%2Bnome.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2962758203153094495.post-7398936748957268260</id><published>2009-03-22T12:08:00.000-07:00</published><updated>2009-03-22T12:31:27.296-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Grecia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mototurismo'/><title type='text'>Grecia 2008: Cronaca di un viaggio improvvisato</title><content type='html'>La pazzia non ha mai fine, certo devo dire che un viaggio così deciso da un giorno ad un altro vorrebbero intraprenderlo tutti, un consiglio? Godetevelo al meglio, non fate come il sottoscritto che si trova dopo oltre 2000 km percorsi a fare il punto della situazione e dire: "&lt;em&gt;Certo de solo avessi avuto più tempo, me lo sarei goduto di più&lt;/em&gt;!!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Partiamo dall'inizio. .... detta come scritta sembre una meta irraggiungibile , ma non è certo così, quanto il tempo dedicato nei preparativi e la mancanza di un planning potrebbero farlo pensare. Il mio programma di viaggio si è basato praticamente sulla scelta di una guida , forse la più dettagliata e precisa che io potessi comprare consigliatami da un grande "consigliere" il caro amico Sandro Coli. (&lt;em&gt;Grecia Continentale - Lonely Planet&lt;/em&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema maggiore è che era veramente troppo dettagliata e per il tempo a me concesso ho dovuto suddividere il viaggio in poche massacranti tappe a tal punto che, prima di tornare in Italia, ho dovuto per forza di cose trovare relax su questa interminabile spiaggia dove alle 10:30 di domenica mattina io e il sole siamo gli unici abitanti. La cosa bella di questa vacanza? La mancanza quasi totale di turisti, il fatto che nessuno parli la tua lingua o che solo venga masticata da qualche anziano reduce di guerre ormai lontane. All'inizio questa condizione mi rilassava, ora pagherei per fare 4 chiacchere con qualcuno , tanto da cercare di imparare qualche parola di greco. Dunque, il mio viaggio nel Peloponneso era già cominciato in Italia quando avevo chiesto consigli si internet a chi già c'era stato. A detta di tutti: Posti magnifici, stupendi, ma attenzione a non distrarsi troppo mentre si è alla guida. Difatti ho poi constatato che i greci non sono proprio prudenti: lo dimostrano le innumerevoli "casine" ai bordi delle strade, nient'altro che ricordi di donne o uomini che hanno trovato la morte sulla strada. L'asfalto greco può distinguersi in 3 gettate:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quello nuovo e robusto&lt;/strong&gt; delle nuove strade, rarissimo da trovare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quello vecchio e cedevole&lt;/strong&gt;, che rende il manto stradale incerto, sconnesso e talvolta irregolare e pericoloso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quello più comune di tutti&lt;/strong&gt;: L'asfalto ghiaccio, dove senti le ruote andare via.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarà che i posti visitati mi hanno preso a tal punto che la mia velocità di crociera raramente superava i 70 km/h ma non ho mai avuto grossi problemi con la strada quando con altri accadimenti. Le mie ferie sono cominciate il 6 settembre. La mattina ho salutato Sara , che a stento ha trattenuto qualche lacrima, piccina , in fondo è la prima vacanza che facciamo separati, ho caricato Heaven ( &lt;em&gt;California Special 1100&lt;/em&gt;) e sono partito. Avevo appuntamento a Firenze Certosa con Marco, presidente dell'Enthusiastic Owner Club e Filippo ( Filoguzzista) conosciuto pochi giorni prima sul forum di anima guzzista, per farci un pre-tour del Chianti. Incontrati alla Certosa, siamo partiti calcando le strade che percorreremo durante il Chianti Maiala Tour , scortati a breve distanza dal Giova, ex ducatista ora passato alla Yamaha R1. La strada che avevo scelto ha entusiasmato non poco i ragazzi , ancor più "entusiasmati" quanto un gruppetto di fanciulle in bikini e bicicletta ci ha fermato a Castellina in Chianti durante la pausa caffè per chiederci indicazioni. Poi ci siamo rimessi in marcia per raccattare prima Vincenzo e Signora a Poggibonsi e infine Mastrolindo a Sovicille. Qui tutti si son conosciuti e reincontrati di fronte a bei vassoi di affettati misti, formaggi, sott'oli e sottaceti e birra fresca. Rimettendoci in "moto" ci siamo poi divisi all'altezza del bivio con la Siena - Grosseto dopo aver percorso il tragitto del venerdì e mezzo del sabato su strade molto entusiasmanti .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il resto del gruppo rientrava, Mastrolindo proseguiva nel tour, io e Filippo invece siamo partiti alla volta di Perugia con buon andatura per raggiungere Lucio e Company ( in tutto 4 elementi e che elementi!!!) che ci aspettavano per accompagnarci al raduno delle Aquile del Conero. Già dal pomeriggio si preannunciava una serata alcoolica, ci siamo messi nelle mani di Lucio che ha ben pensato di allievare le fatiche agli organizzatori, prenotando per noi, fuorchè Filippo, una pensioncina nel vicino paese di Camerano, un tranquillo paesino se non fosse stato per l'annuale sagra che si teneva proprio in quel weekend. Avrò dormito molto secondo voi???&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il raduno, sebbene fosse il primo, sembrava già ben collaudato, unica pecca forse il giro della domenica, forse un po' troppo lungo per quell'andatura, ma la compagnia, il ritrovare vecchi amici, e conoscerne di nuovi , nonchè il buon cibo ha riparato a qualunque piccola mancanza. Oltretutto c'era tanta bella gioventù che non guasta mai. Mentre ero a tavola la domenica a scambiare battute coi commensali, mi chiama la Sarina avvisandomi che l'ultimo traghetto sarebbe partito di lì ad un'ora , un'ora e mezzo. Essendo le 3 ho ben pensato di salutare tutti, tornare a cavallo di Heaven e dileguarmi di tutta fretta verso il porto di Ancona. Condividevo la cabina con un ragazzo albanese col quale c'erano assai pochi dialoghi e un eccentrico ma carismatico vecchietto archeologo nonchè artista svizzero. Il mio francese fortunatamene è buono , così ho potuto segnarmi alcuni consigli su luoghi e posti da visitare, lui e la guida hanno praticamente dettato il mio viaggio, permettendomi in soli 6 giorni di fare l'impossibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;08/09 Patrasso - Corinto&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Sbarcato a Patrasso, lo scontro più micidiale è stato col traffico greco e l'utilizzo delle corsie d'emergenza, che perdono la loro funzione primaria, divenendo corsie di marcia. Mi ricordava per questo Napoli e dintorni, ma mi sbagliavo: molto peggio. I semafori sono l'unica cosa che viene rispettata, le stesse regole del codice della strada penso abbiano perso la loro funzione anche per chi le ha scritte. Basta imparare a guidare come loro che nessuno ti suona più, al limite ti suonano per ringraziarti se ti fai superare percorrendo la linea della banchina... La prima tappa è stata tanto per testare la strada e la nuova cittadinanza quanto per gustarsi il paesaggio, anche perchè da Patrasso a Corinto ben poche sono le meraviglie: ero tanto sopraffatto dal paesaggio allora che ho ritenuto opportuno ripiegare per il lungo costa, buttando via il primo giorno a provare l'asfalto finto delle strade provinciali. Unico riposo prima di tornare alla bruttissima New Corinto è stata una bibita ghiacciata sul Canale di Corinto proprio nel mentre passava un'imbarcazione .....dimenticavo di dirvi: temperatura media intorno ai 36 gradi con umidità al 80%.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;09/09 Corinto - Atene&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Il 9 Mattina, ho caricato di nuovo la moto e sono arrancato sul colle che dominava il mare fino ad arrivare all'antica Corinto. Consiglio per chiunque voglia affrontare un viaggio simile in estate in grecia: l'estate greca dura fino a fine settembre , per cui se volete visitare i siti archeologici vi conviene lasciare i bagagli in albergo, vestirvi leggerissimi e portarvi una bella borraccia d'acqua, altrimenti sauna assicurata!! ! Altra cosa, vi venisse in mente di non indossare il casco, emulando tutti i greci in moto sia in città che in autostrada, ve lo sconsiglio: le lapidi e le strade bastarde dicono il contrario, la polizia non vi ferma nemmeno..... La mia visita alle rovine è stata accurata, mentre di salire fino all'Acrocorinto, l'enorme masso che le sovrastava, non è stata proprio nei miei pensieri, visto che faceva talmente caldo che si sarebbe potuto cuocere un uovo sul palmo di una mano. Finita la visita, mi sono trascinato verso Atene, volutamente evitando l'autostrada e facendo tutto il lungocosta fino alla città siderurgica e puzzolente di Elifsina. Non avete idea dei colori che aveva il mare, degli odori fruttati e speziati che emanava la costa. Arrivare ad Atene è stato più semplicve del previsto: l'Autostrada arriva proprio al centro città con un paio di sopraelevate, da lì poi i quartieri sono ben indicati. Ho trovato un albergo nella Plaka: la guida lo sconsiglia largamente essendo la zona più cara e turistica, ma si trova vicino ai luoghi di maggior interesse ed è proprio sotto l'Acropoli, comunque mi è andata abbastanza bene. Ho trovato alloggio presso l'Hotel Nefeli , pulito, tranquillo, quel che basta per 2 giorni di permanenza.. .e con aria condizionata! ! L'Hotel era di fronte al giardino di Tom: un eccentrico irlandese abituato ad esprimere pubblicamene le sue idee politiche anti-americane dipingendo i muri del suo giardino, nient'altro che un bivio delle innumerevoli via della Plaka.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Il resto della giornata l'ho passato a passeggio per Atene cercando&lt;br /&gt;1) Negozio di elettronica&lt;br /&gt;2) Una mesticheria&lt;br /&gt;3) Un internet point&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Negozio di elettronica: la mia pluridatata macchina fotografica non conteneva più di 40 foto, non esistevano altre schede memoria per quel modello e non avevo modo di scaricarle, per cui ho dovuto comprarne un'altra, pagata niente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) Mesticheria: avevo perso le chiavi di scorta della moto, ritrovate dopo a Firenze&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) Internet Point....... ero desideroso sapere come andavano le iscrizioni per il Chianti Maiala Tour Tutta la mia ricerca di esercizi commerciali era comunque circondata da colori, suoni e genti di ogni razza, costume o lingua diversi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scelta dei posti dove mangiare è stata istintiva: dove sentivo parlare inglese o tialiano e dove solitamente c'erano decine di procacciatori di clienti, subito cambiavo direzione e dicevo al procacciatore di turno "&lt;em&gt;Ohi Efharisto&lt;/em&gt;" come se ciò bastasse a dipingermi come greco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invece bastava un po' di spirito di osservazione che anche nella Plaka individuavi il posto giusto come qualità e prezzo: provate PLATANOS vicino all'Agorà Romana. Il mio soggiorno ad Atene , mi ha visto dimagrire di qualche etto , e non mi ha fatto certo male e visitare il tutto più importante in solo 1 giorno e mezzo ma altro non potevo concedere alla capitale greca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho visto in ordine sparso: I vecchi al giardino del parlamento che giocavano ad Otello, Il Giardino di Tom, l'agorà romana, l'antica Agorà, l'Acropoli, Il museo Archeologico Nazionale, Lo stadio Olimpico, Il tempio a Zeus Olimpo, delle tartarughe giganti, I Bagni Turchi, Il Parlamento ...se ho dimenticato qualcosa è dovuto al fatto che sto scrivendo il tutto sotto il sole cocente della moderna grecia.....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;11/09 Atene - Nauplia&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ho deciso di mettermi in viaggio quasi all'alba , il gentilissimo proprietaro dell'Hotel Nefeli, uno dei pochi che parlava italiano, mi ha preparato un ottimo caffè, un'ottima colazione e mi ha anche aiutato a caricare i bagagli su Heaven. Ho lasciato Atene , quando appena si svegliava, incontrando il primo traffico all'altezza della città di Elefsina, tra i suoi puzzi petroliferi, un pugno in un occhio rispetto quei colori che un sole ancora non sorto disegnava sulle brulle colline dell'Attika.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Superato il canale di Corinto ho lasciato l'autostrada ripiegando per Isthmia, passando da paesino a paesino e lasciando sempre più insegne luminose occidentali della costa settentrionale del Peloponneso, sostituite da coste maestose con montagne che a precipizio si immergevano nelle calme acque.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La bella strada larga tutte curve , con un asfalto non eccessivamente arduo accompagnava il suono possente del bicilindrico nel silenzio più totale. Sembravamo da soli, io e la mia Guzzi. Sensazione durata poche decine di minuti...... la costa si svegliava e con lei i turisti purtroppo. Prima mi sfreccia accanto un pullman di austriaci, poi 2 di Italiani...di Arezzo, che hanno iniziato a salutarmi contentissimi di vedermi....loro. ... Gli ho lasciati sfrecciare col loro chiasso, facendomi superare, consapevole che me li sarei trovato di lì a poco a Epidauro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il teatro di Epidauro&lt;/strong&gt;: La leggenda ha volte ha del vero e gli antichi architetti greci erano dei geni. Ho aspettato quasi due ore prima che i rumorosi gruppi turistici se ne fossero andati, poi mi sono avvicinato al centro del teatro ed ho lasciato cadere una moneta da 2 euro sul pianale di marmo aspettandomi chissàcchè. La magia....... il tedesco sul gradino più alto si è voltato per vedere gli fosse caduto qualcosa, stessa mossa fatta da chi non prestava attenzione, chi invece mi guardava ha sorriso e applaudito incredulo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sono rimesso in viaggio passando paesaggi magici di terre rosse e ulivi e rovine, e ancora terra, e ponti miceni, casupole e capre, fino ad arrivare in un posto che ha rapito il mio cuore e quello di molti altri: &lt;strong&gt;NAUPLIA&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' il posto in cui l'ospitalità greca , la natura, il paesaggio e l'operato umano , trovano il maggior connubio. Sono andato a colpo sicuro leggendo la guida: ho pernottato presso la pensione Marianna, dove i 3 fratelli gestori hanno avuto per me un trattamento d'eccezione, probabilmente essendo anche loro motociclisti: mi hanno difatti consigliato percorsi e luoghi da vedere per il mio viaggio presente e futuro in Grecia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo una bella e dovuta doccia, non ho perso tempo, ho ripreso Heaven e sono andato a visitare le rovine di Argo e Micene, rovine magnifiche e con un grado di conservazione unico e impensabile, affascinato ho impiegato più di 2 ore nella visita, e sono tornato soddisfatto alla mia "dimora". La sera mi sono concesso un lauto pasto in una taverna alla qual non avreste mai dato credito: cucina semplice, casalinga, saporita e un servizio impeccabile, appena fuori dalla parte turistica: Mezedoleto o Noulis, per poi chiudere la serata a chiacchera con il mio amico Marcello dell'Antica Gelateria di Roma , un italiano che ti fa respirare aria di casa lontano miglia dalla tua terra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;12/09 Nauplia - PyrgosDirou&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Il giorno seguente , una ricca colazione, sono salito alla rocca per fare un po' di foto e gustarmi ancora per poco Nauplia. La Tappa sarebbe stata impegnativa e probabilmente la più lunga. Verso metà mattinata sono tornato a cavallo di Heaven direzione Argo- Lungo costa. Percorso delizioso ma difficile per scelta della strada: asfalto sconnesso e a tratti scivoloso mi ha accompagnato per buona parte della tappa. Ma i posti visti non sono certo stati mal scelti: battuti solo da chi vi abita , visti gli sguardi di evidente stupore a vedermi sfilare. Sono passato dalla impervia costa alla montagna più aspra e difficile, a pensarci ora mi ritengo un fortunato - pazzoide.&lt;br /&gt;Da Argo ho seguito questo percorso: Kiveri - Paralio Astros- Agh.Andreas - Paralia Tyrou - Leonido e poi dentro le spaventose gole di questa zona montana della grecia. Che ci crediate o no ben 3 aquile hanno sorvolato la mia testa, una talmente vicina da farmi sbandare e per poco finire sotto il dirupo in una strada poco trafficata, stretta e senza protezioni. Poi mi ha attraversato la strada un animale grosso a 4 zampe , che non voglio pensare a cosa fosse ( sembrava una lince , ma ci sono le linci in Grecia??) e un montone, il quale sornione mi ha guardato , ha sbuffato.... ed io ho pensato "&lt;em&gt;Eccoci , ora mi tira una cornata ed addio Lorenzo&lt;/em&gt;"...e poi si è dileguato sopra il monte alzando polvere e sassi.&lt;br /&gt;A metà del percorso mi domandavo dove diavolo ero finito e se fosse quella l'entrata per l 'Ade, poi la strada è cominciata a salire, portandomi a pensare di aver cambiato nazione: foreste di abeti e vegetazione che vagamente mi riportava col ricordo alla Danimarca, fino ad arrivare nella piccola cittadina di Kosmas: una goccia di civiltà in mezzo a ciò che di più vero può essere definito selvaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono risceso a Geraki e lì la Grecia è pian piano tornata alla "normalità" poi Skala e da lì ho accellerato trovando la strada diritta e nuova per Momenvasia , tappa consigliata da chiunque.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arrivato mi sono domandato perchè fosse consigliata da chiunque: un masso....un enorme sì....spettacolare sì....masso in mezzo alla bassa acqua...unito alla terraferma da un ponticello.. ..e poi? Ok Ok c'era una bella roccaforte in cima , ma cos'altro? Attraverso il ponte spinto dallo spirito di osservazione e arrivo in fondo alla strada, chiusa in uno slargo da delle mura che percorrono tutta la dorsale fino alla fortezza in cima al sasso. Al centro una porticina dove a stento ci passerebbe una utilitaria. Dietro...... .&lt;em&gt;la magia&lt;/em&gt;...... :&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un posto fantastico di gnomi e fate , viuzze strette e scivolose, porticine con bar, ristoranti e bazar, tanto piccole da dover chinare il capo per passarvici, sembrava di essere sul set del Signore degli Anelli. Una deviazione assolutamente necessaria, ma il tempo stringeva e per rispettare la mia tabella di marcia non potevo trattenermi ulteriormente. Lasciando un pezzo di cuore mi sono rimesso in viaggio, passando prima Skala e poi arrivato a Gynthio , proseguendo per Aeropoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Gynthio non mi sono fermato perchè un incontro poco simpatico mi ha fatto perdere tempo: tenete sempre la visiera del casco abbassata o chi ha i caschi modulari la mentoniera: la Grecia è famoso per la qualità prelibata del miele, per cui le api abbondano e fanno impressione: grosse il doppio delle nostre, marroni e gialle.....il miele è prelibato ma anche le punture...a me è andata bene.... Aeropoli, la capitale del Mani, il centro della cultura e architettura maniota. Qui la gente è più dura, non abituata ad avere a che fare con i turisti, per cui se la lingua inglese è masticata un po' ovunque, qui è più facile farsi capire a gesti. Inutile dire che il paesaggio era di nuovo cambiato, le case parevano quelle dei Flinstones le montagne erano prive di qualsiasi vegetazione e scendevano a picco sul mare, una paesaggio alquanto suggestivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho trovato sistemazione per la notte presso l'Hotel Sole e Mare a Pyrgos Dirou, di prima categoria ma di costi contenutissimi, nonostante la bellezza e la cura delle sue camere e del servizio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mangiato in una taverna locale, ho ripercorso il tragitto a piedi che mi riportava all'hotel illuminato dalla luna piena e mi sono coricato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;13/09 Pyrgos Dirou Gianitsochori&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Sicuramente la tappa più faticosa, ma necessaria per recuperare un giorno di relax: andare in Grecia e non aver tempo per gustarsi il mare greco sarebbe un crimine. Sveglio alle 8:00 circa sono sceso a mare lasciando i bagagli in Hotel. Ho visitato le grotte di Diros: leggendariamente si dice che le grotte arrivino fino a Sparta, un terremoto ne ha distrutte grossa parte, sono rimaste integre circa 14 km di cui 1.5 km aperti al pubblico.&lt;br /&gt;La visita si effettua sopra queste barchette a remi , condotte sapientemente dagli stessi clienti della taverna che brindavano e bevevano Ouzo accanto a te la sera precedente.. .' na sicurezza!!! Ti bardano con giubbino di salvataggio ed elmetto....anche se dubito che cadere nelle gelide acque delle grotte possa evitare di farti morire di ipotermia... .Comunque a parte l'esagerato costo del biglietto, è una visita che merita per chi è appassionato di questo genere di cose, la sconsiglio invece ai malati di claustrofobia. ...le grotte attutiscono i rumori e gli odori....per cui la sensazione di "chiuso" aumenta. Dopo la visita , sono tornato in albergo , caricato Heaven e partito destinazione Sparta- Mystras.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le rovine di Sparta non mi hanno entusiasmato più di tanto specialmente dopo aver visto il film 300, ma Mystras invece...... .senza parole. Chi può farlo , regoli le sue tappe in modo che Mystras sia tappa di arrivo o partenza: La visita richiede minimo 2 ore , ma bisogna avere un buon passo, altrimenti si rischia di rimetterci un polmone se va bene, essendo le rovine distribuite sul crinale di una montagna, A passeggio in tale splendore ti viene quasi di rivivere direttamente la storia , ti proietta in un altro tempo. Il sole e il caldo hanno avuto la meglio sul mio fisico da ex fumatore, ho rinunciato difatti a metà percorso in preda a visione mistiche degne di Mystras.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dovevo essere lucido per la "fatica " successiva: il fantomatico Passo di Lamgada che mi avrebbe portato a più di 1500 metri. Devo però dire che a confronto con la tappa precedente il passo è stata una passeggiata. Mentre scendevo il versante opposto e scattavo qualche foto mi immaginavo a come dovvesse essere stata la vegetazione: un incendio aveva recentemene raso al suolo tutto e una patina di desolazione ricopriva le montagne. Mystras mi aveva distrutto a tal punto che arrivato a Kalamata la moto guidava da sola, portandomi a cavalcare sul lungo costa e passare comodamente i paesi di Koroni e Methoni. Lì ha avuto la buona idea di fermarsi ed io con lei....per il pieno di benzina per entrambi.... .. Una bibita ghiacciata: la classica limonata greca gustata accanto all'oste sonnacchioso e ai ragazzi che gli facevano mille dispetti, era il quadro giusto per dire ciao anche a questa bellissima giornata, per questo anche se in controvoglia sono salito di nuovo sulla mia amata Guzzi e ho velocemente passato Pylos- Gialova-Horas - Gargaliani- Filatra - Kapyrissia, trovando poi sano riposo al campeggio Apollo a Gianitsochori dove per pochi euri ho affittato un bungalow per 2 notti. Ero talmente esausto che mi sono coricato alle 21:00 dopo un piccolo pasto a base di tsatsiki e souvlaki di pollo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;14/09 Relax&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Il campeggio era essenziale e a dir poco "familiare". .......la Domenica mattina sono andato presto in spiaggia ove ho iniziato a buttar giù il romanzo che avete l'onere di leggere, alternando la smania dello scrittore inventato con buoni bagni e calde insolazioni, questi ultimi certamente meglio riusciti della prima. Verso le 14:00 sono rientrato al Camping poichè era più o meno l'orario del pranzo Greco....ecco del pranzo greco appunto non del mio: la taverna del campeggio era prenotata da circa 400 persone per il festeggiamento della comunione della nipote del gestore. Morale della favola hanno iniziato a festeggiare alle 14:00 per terminare alle 18:00 e siccome ero l'unico turista straniero, hanno ben pensato di coinvolgermi, in cibo, vino, digestivo e danze......fortunat amente nessuno ha foto compromettenti. Devo dire che se le mie vacanze si fossero conculse con tale giorno sarebbe stato certo un gran bel finale, certo non posso lamentarmi, ma il bello doveva ancora arrivare.... .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;15/09 Gianitsochori - Olympia - Patrasso&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Come routine sveglia alle 8:00, grandi saluti a tutti, ricaricata la moto mi sono messo in viaggio destinazione Olympia e poi Patrasso , traghetto alle 18:00. Dato che sapevo che in Italia le previsioni meteo non erano delle più confortanti, mi ero già preparato: borsa serbatoio cambio e necessario toilette e borsa laterale : pantaloni impermeabili Dainese. Come non detto...dopo pochi km che ero partito, passando un monte...... il nubifragipo, con dietro il sole che mi beffeggiava. Le strade greche per l'asfalto bastardo e per il fato che vengono percorse da qualsiasi mezzo a motore ....comprese ruspe e affini, quando piove diventano paludi di fango. A parte il fatto che mi sono fermato in una piazzola di sosta e mi sono cambiato i pantaloni sotto lo sguardo divertito degli altri automobilisti a vedermi in mutande sotto la pioggia a scroscio, ma oltre il danno la beffa: arrivato ad Olympiala polizia mi ferma pregandomi di pulire targa e fari perchè non si leggeva e vedeva più niente.....credo debbano ringraziare il fatto che in fondo la Grecia mi è piaciuta per non aver voluto visitare anche le sue prigioni. La moto ora è irriconoscibile, penso che la laverò prima del Maiala Tour, è vero fa più vissuta ma la Sara è stata categorica: "&lt;em&gt;scordati che io ci salga&lt;/em&gt;!!" Ora finito e riletto tutto, penso di trarre le mie conclusioni, spero che il racconto vi sia piaciuto, certo è un viaggio che rifarei magari in compagnia, perchè ho scoperto che in fondo sono un animale da compagnia, anche se so benissimo starmene da solo...mi adatto bene alle situazioni, Spero che il meteo sia clemente per il Chianti Maiala Tour e non dovesse esserlo, mi basterà comunque vedere le vostre brutte faccie per farmi tornare comunque a lavoro felice e contento .....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un lampeggio fangoso Aquila Gigliata&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2962758203153094495-7398936748957268260?l=motonaviganti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2962758203153094495/posts/default/7398936748957268260'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2962758203153094495/posts/default/7398936748957268260'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://motonaviganti.blogspot.com/2009/03/grecia-2008-cronaca-di-un-viaggio.html' title='Grecia 2008: Cronaca di un viaggio improvvisato'/><author><name>Aquila Gigliata</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09551451780839514426</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_ATm98-ti0nQ/R2WGjTLVMfI/AAAAAAAAAAg/P7m6-9zc67Y/S220/Senza%2Bnome.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2962758203153094495.post-4483422952949843092</id><published>2008-08-19T23:35:00.000-07:00</published><updated>2008-08-19T23:37:45.769-07:00</updated><title type='text'>Barzelletta...sempre in tema....</title><content type='html'>Non essendo appassionato di moto, mi permetto di rispondere con una barzelletta:"Una moto con una potenza mostruosa... 240 all'ora, poi mia moglie s'è messa di mezzo." "E hai venduto la moto?" "No, ho preso in pieno mia moglie." Ciao Lorè!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da Davide.....(Alias Mark Hollis)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2962758203153094495-4483422952949843092?l=motonaviganti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2962758203153094495/posts/default/4483422952949843092'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2962758203153094495/posts/default/4483422952949843092'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://motonaviganti.blogspot.com/2008/08/barzellettasempre-in-tema.html' title='Barzelletta...sempre in tema....'/><author><name>Aquila Gigliata</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09551451780839514426</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_ATm98-ti0nQ/R2WGjTLVMfI/AAAAAAAAAAg/P7m6-9zc67Y/S220/Senza%2Bnome.jpg'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2962758203153094495.post-904608053080806530</id><published>2007-11-23T12:10:00.001-08:00</published><updated>2007-11-23T12:11:56.041-08:00</updated><title type='text'>WAS IST DAS??</title><content type='html'>WAS IS DAS? - Rinaz&lt;br /&gt;(dedicato a Lorenzo Cammunci)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In piedi, ritto sul parapetto, osservavo la statale curvare ed entrare nel paese, dietro di me nel parcheggio il vento della primavera a scatti puliva l'aria alzando vortici di sporco. Ogni tanto davo un'occhiata al grosso bicilindrico nero della Guzzi, non avevo paura che me lo rubassero, che le Guzzi non se le frega nessuno, solo un matto può pensare di fregare un California vecchio di cinque anni con la statua della madonna inchiavardata sul parafango, ma c'è sempre qualche testa di cazzo che si frega il casco o i guanti, magari non gli servono, lo fa così per spregio o chissà perché. Alle quattro calcolai che erano tre ore che aspettavo e mi rassegnai, Woizec non sarebbe più arrivato. Facevo fatica ad arrendermi all'idea, non per le cose che mi aveva promesso, cioè anche per le cose ma se non arrivava con il suo furgone bianco significava che era finito nei guai. " ...merda d'un Woizec mi sei finito in gabbia un'altra volta..", saltai giù dal parapetto con un "... ma vaffanculo...". Alla moto mi aspettano i soliti due vecchietti. Fateci caso quando lasciate parcheggiato un Guzzi al ritorno trovate sempre due vecchietti che parlano di moto e dei bei tempi andati. I miei stavano dicendo "... macchè ì Galletto, Nedo aveva ì Falcone... ì Galletto... te tu ci avevi ì Galletto..." " ettu ti sbagli... ti dico che ni cinquantasei alla festa a Campi del primo maggio Nedo venne co ì Galletto... ". Il mio arrivo li zittisce e gli stampa in faccia un sorriso ebete. Brutta bestia la pensione, forse peggio della galera, così la compassione me li fa salutare per sentirmi chiedere le solite cose "...ma la Guzzi esiste ancora...", "... indollè ì volano...", ma oggi non ne ho proprio voglia, il bidone di Woizec mi pesa, così conto i miei soldi e decido rapidamente il da farsi... andrò a San Giovanni da Maurizio, da Maurizio c'è sempre un buon motivo per sbattere via i soldi. Deludo i nonni facendo girare i pistoni. La polpetta di carne congestionata che è la faccia di Maurizio mi aspetta giusto sulla porta. "Oh zingaro! dove tull'hai lasciato ì carrozzone?" "L'ho lasciato alla tu mamma che aveva da ricevere dei camionisti, mi ha detto di dirti di non aspettarla che farà tardi". A Maurizio la mia Guzzi piace molto, esce dal suo magazzino e si avvicina alla moto mentre scendo e metto il cavalletto. " ... la mi mamma l'era una maiala ma la tua un si sa manco chi l'era, per me te non sei zingaro, te tu sei un bimbo rubato dagli zingari in un bordello!" " oh brutta merda vuoi vedere che sono il tu fratello... Maurizio fa un piacere al tu fratellino vendimi qualcosa di bello... che ci hai oggi di bono?" " io ci ho tutta roba bella... sei te che fai fatica a tirare fori ì quattrino, si vede che ì bordello della tu mammima l'era frequentato da un rabbino" " rabbino icché? ci ho un nome arabo" " si vede l'era di bocca bona e sbocchinava gli uni e gli altri" " ma vattela a stroncare al culo, sei il solito pezzo di merda..." ... sbrigato il protocollo dei saluti e dei convenevoli entriamo nello schifo del suo capannone dove nel caos più totale trovi veramente di tutto, affogati nel lerciume più assoluto trovi oggetti sublimi e cacate inutili. Fingo di girovagare a caso nel suo universo arredato alla rinfusa da grandi armadi d'epoca ma anche rottami di moderni frigoriferi, improbabili lampadari e divani sfondati di ogni era e stile. Maurizio mi segue... cerco di depistarlo zigzagando ma so esattamente dove voglio andare a parare, Maurizio ha un oggetto che tengo d'occhio da diverso tempo e io so che più passa il tempo più Maurizio è disposto a trattare il prezzo. È un inginocchiatoio francese di fine ottocento. A ben guardare è un oggetto troppo pesante ed è il motivo per cui Maurizio fatica a venderlo, troppo grande, tutto di noce ebanizzato con il nero che ha preso una patina grigio scuro. Le corte gambe a tortiglioni tozzi reggono una seduta imbottita in velluto rosso, liso e consunto da chissà quante ginocchia dolenti, ogni volta che lo vedo cerco di immaginare quanti peccati siano stati espiati su questo oramai sudicio velluto rosso fermato al bordo da grosse borchie d'ottone; nell'alto schienale campeggia un grossa croce nera, sempre a tortiglioni, sovrastata da un cassettino anche lui nero come la morte ripostiglio dei libretti liturgici e come se non bastasse all'interno del cassettino è fissato un piccolo crocefisso in metallo di epoca più recente, forse un ex-voto per una grazia ricevuta in cambio delle tante orazioni; lo schienale termina in un fagiolo imbottito ricoperto dello stesso velluto rosso rubino anche lui con la trama sfinita dal continuo appoggiare di mani giunte in preghiera ... un oggetto difficile da mettere da qualche parte in una casa, però se si arriva al prezzo è un oggetto sicuramente da comperare. Girato un angolo mi trovo davanti l'oggetto dei miei desideri... "toh guarda chi c'è!... oh Maurizio, figlio di un cane, ma questo inginocchiatoio non lo dovevi vendere la settimana scorsa agli americani?" " un cominciamo a fa i bischero... lo voi o no?" " quanto costa oggi?" " un mi fa girà i coglioni che oggi non è il giorno... tu lo sai quante costa... costa uguale a ieri" "non mi ricordo più... e qui da così tanto tempo che ti si fa un piacere a portarlo via" " ma va a cacare... sono sempre cen'cinquanta euro...se tu lo voi, se poi tu sei venuto a far girare i coglioni e un altro par di maniche" " cencinquanta sta merda che non riesci neanche a regalarla?" " sai zingaro che a volte riesci a starmi sui coglioni? siccome t'hai studiato tu pensi io sia bischero?" " ma che cazzo dici? sei figliolo di una lorda ma il tuo lo sai fare... ma cencinquanta non te li darò mai!" " senti, brutto muso di merda, si fa centoventi lo metti sulla tu moto del cazzo e tu ti levi di culo! va bene?" " non ci penso nemmeno a centoventi lo si lascia qui che quando la tu mammina ha finito co' camionisti ci viene a recitare il rosario" " sarai figliol di troia eh? ". Ma detto questo Maurizio si accorge che sono entrate due clienti, due ragazze sui quaranta, una è un un vero cesso con un grosso naso torto e i denti da cavallo, i blue jeans neri attilati non gli nascondono le brutte gambe secche. L'altra è un vero angelo, un apparizione di grazia ed eleganza che stride nella fogna che è il magazzino di Maurizio, la signora ha lunghi capelli biondi a incorniciare un viso bello e regolare illuminato da due occhi grigi che irradiano tristezza ed infelicità nell'ambiente, una gonna al ginocchio lascia vedere due belle gambe ben disegnate infilarsi in scarpe basse un pò scollate, l'angelo parla anche e dice " ciao Maurizio" "buon giorno a voi bella donna". La ragazza vestita di sensualità scivola, matura e consapevole, sullo schifo circostante accompagnata dallo scorfano goffo, posando la sua tristezza educata sugli oggetti di Maurizio. E' così bella che né io né Maurizio riusciamo più ad insultarci, ci guardiamo a vicenda vergognandoci di essere così brutti e malridotti. Due veri straccioni. Mentre la bellezza naturale e pulita della signora levitando avanza lentamente tra la merda di Maurizio spargendo i suoi malinconici feromoni su tavolini e comodini dalle gambe spezzate e i cassetti mancanti, noi come ipnotizzati sentiamo tutto il fallimento della nostra vita dove certi piaceri e certe bellezze ci sono sempre stati preclusi, ci risvegliamo solo quando ci ripassa accanto " ciao Maurizio " " ciao a te bella signora " in una scia di profumo e tristezza esce con il suo scombinato cavallo al seguito. " ... maiala che topa!.." esclamo io, Maurizio fa " pensa zingaro s'era ragazzi assieme... poi... una fica a quella maniera... c'era da aspettarselo... ha sposato ì figliolo avvocato del Moretti... prima cì fatto du figlioli e adesso l'ha mollata..." "ma chi lei o lui?" "no... no... l'ha mollata lui... il vecchio Moretti l'è morto e lui se messo con la ragazzina moldava che, dice, gli faceva da segretaria... pensare che da ragazzi ci ho avuto una mezza storia" " ma va a cacare, merdaiolo, ma ti sei guardato? ma sei proprio una testa di cazzo" " che c'entra? s'era ragazzi mica contava ì quattrino..." " allora se il quattrino non conta perchè non mi lasci sto sgabello merdoso per cinquanta euro? " " muso di merda un tu sei altro, bastardo fatto e finito, cinquanta euro per un mobile francese dell'ottocento! " " Maurizio ma chi lo vole? chi te lo piglia? " " ci posso fare trecento euro quando mi pare " " e allora perchè è ancora qui? cosa fai... ti ci sei affezionato? " " senti, pezzo di merda che un tu sei altro, tu mi dai settantacinque euro, te ne vai a fanculo, te e la tu moto Guzzi di merda, che un posso più vederti. E unne voglio più parlare, chiaro!?. Ultimo prezzo!" " Si ma c'è un problema... " " basta problemi! settantacinque prendere o lasciare! " " oh Maurizio! cerca d'ascoltarmi ti dico ho un problema! " " icché t'hai? " " ne ho solo cinquanta ".................................................. Maurizio resta impietrito, mi guarda fisso con rabbia, ho paura che la polpetta congestionata della sua faccia esploda e mi insudici con un paio di chili di carne trita di prima scelta ed invece esplode in un " PORCA MAIALA! " teso sulle gambe si gira ad osservare l'ingombrante ed incolpevole inginocchiatoio nero " PORCA MAIALA! D'UNA PORCA MAIALA! " un po mi spaventa ma non trovo niente di meglio che dirgli " ...dai Maurizio non fare così... " " QUELLA PORCA D'UNA MAIALA CHE T'HA MESSO AI' MONDO! CINQUANTA EURO! " " ... allora Maurizio lo porto via? ", Maurizio sta per cedere. Come lo conosco... sta per cedere. Non sembra ma io lo conosco, con Maurizio bisogna fare così, portarlo sul prezzo... se ci arrivi è fatta. " ... allora Maurizio lo porto via? " " ... per quella troia della tu mamma che non hai mai conosciuto portatatelo via! ". Maurizio con dispetto mi lascia solo a portare il pesante inginocchiatoio fino alla porta dove tiene la cassa. In silenzio aspetta che metta mano al portafoglio. Dopo aver estratto lentamente il portafoglio sono costretto ad ammettere " ... Maurizio ne ho solo quarantasei... " Maurizio molto calmo risponde " ... bene l'ho riporti indoe tu l'hai preso... oppure tu mi dai cinquanta euro. " " Ma ne ho solo quarantasei! non fare lo stronzo... " " che me ne frega? hai detto che ne avevi cinquanta? " " Si ma mi ero dimenticato che ho giocato al superenalotto... Maurizio lasciami andare via con lo sgabello... se vinco ti compro tutto il magazzino e ti compro anche la moglie dell'avvocato..." " sarai un pezzo di merda? " " ma Maurizio... " " sei un gran pezzo di merda? " Maurizio prende i soldi, due da venti, uno da cinque e vuole anche la moneta da un euro, senza dire una parola prende l'inginocchiatoio per le gambe io mi precipito a prenderlo per la testa dalla croce nera e ci avviamo alla moto senza parlare. Appoggiato per terra il pesante catafalco risulta evidente che non sarà facile portarlo via sulla Guzzi. Maurizio non muove un dito e con un sorriso vendicativo guarda i miei goffi tentativi di carico. Non c'è verso che vada bene, se lo sdraio al centro sono largo come un furgone e poi pesa troppo sulla parte inferiore e di sicuro lo perdo anche se lo lego bene. Se lo metto bilanciato sbuca troppo fuori dalla parte dell'alto schienale crociato. " ... tu lo sai zingaro che un vale un cazzo vero? te l'avrei lasciato anche per trenta euri solo per vedertelo caricare " gli mando un sorriso amaro mentre mi rassegno all'unica soluzione possibile... sederlo a cavallo del sellino posteriore ed il piccolo portapacchi. Adesso la moto è alta due metri e mezzo e dietro la schiena sono sovrastato da un imponente croce nera di legno di noce. Mi rimetto la giacca nera, indosso gli occhiali neri e mi infilo il casco nero dal quale sbuca la mia fluente barba bianca. Contento e sazio del mio affare, faccio rientrare il cavalletto e giro la chiave... il bicilindrico da la solita scossa che fa traballare l'alta croce. Con un cenno della testa saluto Maurizio che come un ratto rientra nella sua tana, do un po di gas e camminando piano piano mi immetto nel traffico di San Giovanni. Al mio maestoso incedere la gente resta ammutolita sui marciapiedi o al volante delle macchine che mi vengono incontro o che mi sorpassano. La povera gente della Valdarno torna dal lavoro in questo pomeriggio di primavera mentre io butto via il mio tempo in cazzate inutili. La processione della grande croce con seduta rossa attraversa mesta tutto il paese e finalmente, con mio sollievo, imbocca la strada delle colline del Chianti. La croce comincia a salire ed ora svetta tra le cime degli ulivi, si confonde tra lecci e querce dei primi boschi che abbraccio, ascolto il canto d¹amore di fagiani e ghiandaie. Ora che posso rilassarmi torna nei miei pensieri il povero Woizec... poveraccio sarà 'briaco da qualche parte sul Brennero, la mia roba chiusa nel furgone in qualche deposito di tribunale. Ogni tanto qualche grossa macchina tedesca, lucida come un altare, mi affianca, mi osserva per bene, sorride, forse commenta "italianen" e poi mi sorpassa correndo verso la ricca e lussuosa pasqua in agriturismo che il Chianti promette. Povero Woizec, si sarebbe fatto pasqua insieme con una bella bottiglia, come quell'anno che tentò di uccidermi perché non cantavo assieme a lui un inno sacro in polacco, come cazzo facevo a sapere le parole? era così 'briaco che alla fine cercando di colpirmi cadde immobile per terra, accertato che non era morto lo infilai sotto il furgone dove dormì per un giorno ed una notte. Mentre la Guzzi arranca con il suo traballante carico spirituale, mi torna alla mente anche la bella e triste signora di San Giovanni, che gusto ci sarà mai ad essere una topa a quella maniera se si è anche sfigati? in fondo io e Woizec quando riuscivamo a piazzare qualche bel colpo si era più felici. E' proprio vero che la vita è un mistero. Una macchina familiare mi affianca incrocio prima il viso sano e giovane di una tedesca che mi sorride, al suo fianco nell'aria condizionata un marito sportivo ride incredulo alla mia visione, un po mi stanno sul cazzo... che cazzo avranno da ridere? un po mi rendo conto che in effetti non capita tutti i giorni di trovare un mostro gigante che porta a passeggio in moto un inginocchiatoio. La macchina tedesca avanza quel che basta e adesso sono all'altezza del faccino del piccolo figlio che gesticola e cerca di dirmi qualcosa. Ma tra il rombo della Guzzi e i finestrini chiusi non sento un bel niente, così mi limito a guardarlo minaccioso con la mia barba bianca ed i miei occhiali neri. Il padre gli fa scendere il vetro giusto quattro dita "...was ist das?... herr... ...was ist das?". Was ist das?. Fermai la moto al lato della carreggiata mentre la macchina si allontanava accelerando, il bambino mi guardava dal lunotto continuando a ripetere "was ist das?"..."was ist das?" Rimasi in silenzio a guardare la mia moto con la piccola Madonnina davanti e la grande croce dietro, osservai il parafango scolorito, presi in considerazione anche la mia giubba sdrucita con le decine di toppe Moto Guzzi scolorate e scucite. Was ist das? "Cos'è questo" mi chiesi? avevo più di cinquanta anni e non solo non avevo una macchina ne una moglie giovane ma neanche un lavoro ne un impegno serio. Cos'è questo?. Non trovai una risposta, rimisi in moto e andai per la mia strada.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Rinaz (2006)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2962758203153094495-904608053080806530?l=motonaviganti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://motonaviganti.blogspot.com/feeds/904608053080806530/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2962758203153094495&amp;postID=904608053080806530' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2962758203153094495/posts/default/904608053080806530'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2962758203153094495/posts/default/904608053080806530'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://motonaviganti.blogspot.com/2007/11/was-ist-das.html' title='WAS IST DAS??'/><author><name>Aquila Gigliata</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09551451780839514426</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_ATm98-ti0nQ/R2WGjTLVMfI/AAAAAAAAAAg/P7m6-9zc67Y/S220/Senza%2Bnome.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2962758203153094495.post-4638632371918231914</id><published>2007-11-23T11:51:00.000-08:00</published><updated>2007-11-23T11:59:11.020-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Moto Guzzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Germania'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Danimarca'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Olanda'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mototurismo'/><title type='text'>5015 km a spasso in Europa</title><content type='html'>Ebbene sì , sono tornato, poco rinfrancato dalle notizie di Danny sul nostro raduno. Mi sembra doveroso avvertire i nostri più cari amici che il permesso tanto bramato per il parcheggio in P.zza Signoria non ce l'hanno dato....ma studieremo qualcosa...il tempo di rimettermi in careggiata .... tante sono ancora le cose da fare e da studiare..., ma non intendo assillarvi oltremodo....anzi temo che a fine raduno consegnerò le mie dimissioni...per stress post-rientro...ehehehehe...vedremo.&lt;br /&gt;Il viaggio in Europa, il primo a cavallo della mia Heaven è andato bene. Sostanzialmente bene, la moto si è comportata egregiamente, tanto per calmare le malelingue che straparlano della Guzzi , ma che non si azzarderebbero mai a fare quel che ho fatto io con altre moto... o lo farebbero con mille preoccupazioni e difficilmente da soli !! Unica cosa che ha smesso di funzionare varcato il confine svizzero-italiano al ritorno è stata la lampadina del contakm.&lt;br /&gt;Non so scrivere poesie nè racconti , ma sono abbastanza tedioso nello scrivere resoconti....per cui cari amici miei eccovi la buon vecchia ribollita...pesante sì...ma ricca di sapori......&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:georgia;font-size:180%;color:#ff0000;"&gt;Andata&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a name="Prima_Tappa:_Firenze-Udine_.28440_km.29_-_31_Luglio_2006"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Prima Tappa: Firenze-Udine (440 km) - 31 Luglio 2006&lt;br /&gt;Partenza da Firenze (Sieci) - ore 16:30&lt;br /&gt;Arrivo a Udine (Campeglio) - ore 21:15 circa &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarebbero state più utili le Metzler anzichè le nuove Pirelli Demon Sport che avevo appena fatto mettere dai nostri cari amici di Devil Gomme. La moto non era più una moto, ma un carro armato: Artigianalmente avevo assemblato posteriormente un portapacchi con due asticelle di acciaio parallele e un tavola di compensato come distanziatore per poter poggiarci sopra un borsone 1m x 40cm x 35cm. Le borse laterali erano piene di utensili da campeggio, la maggior parte superflui ....ma non avevo programmato fin dall'inizio di partire da solo, per cui al momento della partenza mi sono dovuto arrangiare con maggiore carico, spartito nel miglior modo possibile. Sopra le borse poggiava da una parte la tenda, dall'altra i 2 sacchi a pelo ( la Sara mi avrebbe raggiunto l'ultima sera del raduno direttamente in Danimarca, per motivi di lavoro), La borsa serbatoio dava equilibrio al peso posteriore contenendo utilità da viaggio, quali guanti extra, tuta impermeabile, bandane ecc ecc, i paletti per la tenda, belli pesi, la pompa per gonfiare.... il materassino matrimoniale...... ingombrante, pesante, ma tanto comodo dopo circa 2000 km in moto. Danny (Antonio di Vita) è venuto fortunatamente a darmi una mano e ad augurarmi buon viaggio. Un viaggio allietato da buona musica, dopo avermi scaricato circa 250 canzoni sull'mp3 ...stavolta viaggiavo meglio organizzato delle mie passate avventure....e mi teneva compagnia per la mia andatura appesantita ...non sono mai andato così piano in vita mia. Bastava quel poco per prendere la mano comunque sia.....dopo il tratto appenninico, la moto andava che era un piacere ed io ero soddisfatto del fatto che bene o male ero riuscito a trovare un buon equilibrio per tutto. La prima tappa non mi avrebbe concesso soste se non per il rifornimento, tutta autostrada fino ad Udine, dove i parenti mi attendevano con un pò di buone cibarie e un letto caldo.&lt;br /&gt;&lt;a name="Seconda_Tappa:_Udine-Munich_.28430_km.29_-_1_Agosto_2006"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Seconda Tappa: Udine-Munich (430 km) - 1 Agosto 2006&lt;br /&gt;Partenza da Udine (Campeglio) ore 9:30 circa&lt;br /&gt;Arrivo a Munich - ore 17:30 circa &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;La prima tappa mi aveva messo di buon umore, ma certo non sapevo che cosa mi avrebbe aspettato il giorno successivo: bastava aprire le finestre per capirlo.&lt;br /&gt;Acqua a scroscio, dovevo attrezzarmi bene, e non sarebbe comunque bastato , nonostante tutto.&lt;br /&gt;Ricoperto tutto il bagaglio con grossi sacchi della nettezza doppi, sembrava più un cassonetto che una moto, brutti da vedere ma utili per non fare la muffa!! Lo stesso per il sottoscritto: sacchi della nettezza ai piedi, accorgimento che non ho seguito nelle tappe successive... a mio malgrado. Tuta impermabile della tucano, spessa, soffocante, ma abbastanza funzionale.&lt;br /&gt;La sera prima mi ero sentito con Christian di Udine, caro amico guzzista, che aveva pensato bene di saltare le ferie stroncandosi 2 costole, tanto la sfiga delle compagnia mancata si era abbattuta ben bene: dovevamo essere in 5, ma ripeto la sfiga aveva risparmiato solo me, riservandomi comunque un viaggio all'ammollo. L'appuntamento con Christian era lì vicino, a Cividale, la strada era bella sporca, per colpa del vento e dall'acqua che colava a fiume... tanto valeva provare a vedere come si comportava Heaven sovraccarica... niente da eccepire: ottima....Un buon caffè con l'amico sfortunato e in men che non si dica, ore 10:30 ero già in marcia sull'autostrada , direzione Austria. Il viaggio è andato abbastanza bene, umido ma buono, il fatto che ci fossero più gallerie che altro, mi ha fatto prendere meno acqua...e riscaldato coi fumi dei camion....non profumavo esattamente come un Pino Silvestre... ma almeno stavo bene fisicamente (tanto ero abituato allo smog di Firenze!!!). Il viaggio è durato tanto, perchè avevo una fame da lupi e mi sono letteralmente sbracato ad una stazione di servizio prima di arrivare a Salzburg. Chiaramente, per le condizioni climatiche non proprio positive, anche la seconda tappa era passata fisso sull'autostrada. Arrivato a Munich , ero stanco, assetato, affamato....per cui appena ho trovato un albergo con parcheggio privato, onde non disfare completamente il bagaglio, mi sono diretto alla ricerca di un luogo ove sfamarmi. La giornata era stata tosta, ma non ero manco arrivato a metà......fortunatamente messaggi da tutta Italia, da amici, parenti e dalla Sara...mi davano il coraggio necessario per affrontare il viaggio tutto solo..., ma speravo sempre che avrei trovato altri compagni di viaggio... difatti...&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a name="Terza_Tappa:_Munich-Hamburg_.28725_km.29_-_2_Agosto_2006"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Terza Tappa: Munich-Hamburg (725 km) - 2 Agosto 2006&lt;br /&gt;Partenza da Munich - ore 9:15 circa&lt;br /&gt;Arrivo a Hamburg (Soltau) - ore 19:00 circa &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;Sole alla partenza, già prometteva bene, o almeno speravo....dopo una buona colazione tipicamente deutch con formaggi e affettati, caricata la borsa serbatoio e tirato i ragni, già mi accingevo a prendere l'autostrada per Hannover. Avevo deciso di metterci 4 giorni, divedere il percorso in tappe di 400-450 km l'una per non stancarmi troppo. La pioggia aveva già ricominciato ad accompagnarmi, unica vera compagna fino a Munich...e poco oltre. L'asfalto tedesco era terribile, l'acqua non filtrava, formava fiumi su di esso trattenendosi in superficie, l'aquaplaning era un rischio che non volevo correre assolutamente, oltretutto che gli interminabili lavori lungo l'autostrada elevavano il rischio a livelli astronomici: si sa che effetto facciamo le striscie gialle o bianche se bagnate pesantemente....diventano veri e propri scivoli.&lt;br /&gt;Di motociclisti se ne vedevano sporadicamente. Alla mia prima sosta vidi passare una Guzzi.....una Guzzi???...eh sì sembrava davvero....un Jackal. Decisi di riprenderlo, senza ammazzarmi, andando sempre a buona andatura ma con criterio. Lo ripresi, vidi che era di Reggio Emilia, lo affiancai e gli chiesi se in caso andasse al raduno in Danimarca, potevamo fare la strada assieme e dividerci eventuali spese. Sembrava entusiasta dagli occhi.....era coperto peggio di me....Incredibilmente smise di piovere...la sfiga si era per un attimo messa da parte...e fummo in grado di cambiare marcia, più veloce...e di goderci il paesaggio, uscendo dall'autostrada per una trentina di km di curve. La moto beveva un poco, ma comunque meno della moto di Stefano, in arte Joker...affiliato al gruppo delle teste quadre. Per cui da lì a breve abbiamo fatto la conoscenza davanti ad un terribile caffè ad una stazione di servizio in un paesino vicino Hannover.....avevo fatto quasi 400 km e non me n'ero manco accorto. Il cielo stava rannuvolandosi e cominciava a fare freschino, decidemmo perciò di riprendere l'autostrada in direzione Hamburg e di fermarci quando non ne potevamo più.....Joker era il perfetto viaggiatore, con cartine dettagliate e conoscenza personale della zona, abituato a girare in lungo e largo l'Europa per non perdersi neanche un raduno d'oltralpe.....mi ha fatto sorridere un suo pensiero detto poco dopo aver fatto conoscenza: " Ancora non capisco perchè sono così attratto dai raduni dei nostri amici stranieri, non parlo le lingue fuorchè l'inglese masticato....continuo a parteciparvi proprio perchè ancora non so il motivo per cui lo faccio"........ Siamo usciti dall'autostrada poco prima di Hamburg a Soltau, un caratteristico paesino tedesco, accolti da 2 camper di "Love girls"....e tanto di casa a luci rosse davanti all'albergo....per lo meno avevamo compagnia.......ma sinceramente la stanchezza ha mosso solo le nostre fauci .......anche la terza tappa era passata...saremmo arrivati a destinazione con un giorno di anticipo sperando di trovare qualcuno ad accoglierci.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a name="Quarta_Tappa:_Hamburg-Engesvang_.28425km.29_-_3_Agosto_2006"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Quarta Tappa: Hamburg-Engesvang (425km) - 3 Agosto 2006&lt;br /&gt;Partenza da Hamburg (Soltau) - ore 8:45 circa&lt;br /&gt;Arrivo a Engesvang - ore 15:45 circa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ultima tappa è iniziata con la pioggia, tanto per cambiare....oramai eravamo abituati. La temperatura era calata notevolmente anche se le giornate si allungavano altrettanto velocemente più salivamo attraverso l'Europa. La sera prima c'era ancora una buona luce fino alle 21:00. Il paesaggio cambiava sotto i nostri occhi, dai prati e foreste verdi della Germania passammo alle praterie e foreste di abeti della Danimarca in men che non si dica. Autostrade dritte e veloci, una marea di motociclisti che salutavano tutti , ma proprio tutti....quasi da rendere necessaria una protesi con le dita a V. Vedere una targa italiana era impossibile.....ed era un bene per me.....non sentivo la mancanza dell'Italia se non per il caffè e il cibo......mi ero lasciato lavoro, famiglia ,casini, e organizzazione del raduno alle spalle...mi mancava la Sara...ma l'avrei rivista il sabato.....fortunatamente....ero in sella alla mia Guzzi e non sentivo più niente...se non il suo rumore....avevo staccato anche la musica. Eravamo fradici, ma nè stanchi nè affamati, il tempo era volato.....le indicazioni scaricate da internet erano perfette, anche se ancora non era stato attaccato nessun cartello per il raduno.....riuscimmo a trovare il posto alla prima. L'accoglienza fu ...che dire....incredibile. Quando videro poi che eravamo italiani...furono entusiasti. Ci diedero un posto per dormire la prima notte all'asciutto senza dover montare le tende, un pasto tipico...con wurstel e patate, parecchie birre e noi d'altro canto aiutammo con gli ultimi preparativi. I miei contatti sarebbero arrivati solo il venerdì sera e il sabato sera, ma non ci sentivamo assolutamente lasciati in disparte da nessuno. Veramente gratificante dopo un viaggio di 2020 km.&lt;br /&gt;&lt;a name="4-5-6_agosto_2006"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;4-5-6 agosto 2006&lt;br /&gt;25° anniversario Guzzi Klub Denmark &lt;/span&gt;&lt;a name="Venerd.C3.AC_4_Agosto"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Venerdì 4 Agosto&lt;br /&gt;Giro turistico 140 km circa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al risveglio l'umidità ci entrò nelle ossa.....mamma mia un umido che non ci si stava.....e il caffè non fu certo un accomodante....non per essere viziati...ma non c'è niente di meglio del caffè italiano....e non si riesce a bere purtroppo da nessuna parte se non in Italia. Ma per lo meno ci rinfrancò la compagnia dei danesi.....per non disturbare oltremodo i preparativi decidemmo di andare a fare un tour del luogo. Prima però ci accingemmo a montare le nostre tende. Rimanemmo un po' delusi dal fatto che il campo era pieno di merde di qualche strano animale della foresta, delusione che si dissolse quando ci avvisarono, per fortuna per tempo, che avevamo scelto l'area chiamata "per emergenza".....bhe si sa che chi prima arriva meglio alloggia!!! Indirizzati da uno degli organizzatori ci dirigemmo verso l'area assegnata agli ospiti. Un enorme campo con erba tagliata da poco, soffice, ideale per sdraiarsi a riposare. Montare le tende fu un gioco da ragazzi, indovinando la loro giusta locazione: due punte di abete proiettavano dopo le nove passate due belle ombre, l'ideale per riposare in tenda senza patire troppo il caldo. Finito di montare il campo , salimmo sui nostri muli. Il tempo era nuvoloso, ma per il momento non pioveva. Dopo una lunga tappa interland seguendo la "via della Margherita" ( strada turistica consigliata dalle guide) ci fermammo a visitare vicino Hobro un tipico villaggio vichingo ricostruito usando le tecniche dell'epoca vikinga: sterco di mucca e fango. I veri vikinghi sembravamo noi: barba incolta, capelli lunghi, coperti dai nostri colori, avrebbero potuto assumerci come animatori per turisti. La visita al villaggio fu breve , ma interessante. Dato che il tempo si era sostanzialmente rimesso e cominciava a fare caldo, decidemmo di andare a visitare ad Aarhus un altra ricostruzione di villaggio un poco più recente. Datata circa 1800-1850, con personaggi vestiti coi costumi dell'epoca, ricostruzioni dettagliate delle abitazioni e degli esercizi....il tutto contornato dalla classica fauna femminile locale. Porc.....se lo sapesse la Sara mi ucciderebbe......c'era da rifarsi gli occhi....Mentre Joker visitava le case , io ero preso da ben altro...anche se certo valida è la regola, del guardare , ma non toccare....e pensare che i parenti e gli amici mi avevano avvisato di stare attento......una difficile tentazione, alla quale nonostante tutto sono riuscito a resistere... Tornammo belli rilassati verso il raduno, e chiaramente ci prendemmo l'acqua...io fiducioso del tempo non avevo portato con me la tuta stavolta. Arrivai completamente molle. All'arrivo al campo notammo con piacere che altri ospiti erano arrivati, e parlavano con toni alti e gesticolando notevolmente, non potevano che essere italiani. Un gruppo di ragazzi ci accolse a "braccia aperte", erano del Guzzi Club Mandello e avevano in programma di farsi un tour dei raduni europei, Danimarca, Belgio , Svizzera.....quasi quasi mi trasferisco a Mandello, sicuramente l'assistenza meccanica è migliore!!!..... Una bella cena...dico bella...buona insomma... (pasta al sugo) tutti in compagnia....ci svelò che molti di più erano gli italiani, 8 del Guzzi Club Mandello, 15 delle Aquile delle Alpi, un paio di ragazzi con V10 e Kawasaki da Verona...io e Joker...un bel numero, poi i danesi, gli olandesi, i tedeschi con le loro Guzzi irriconoscibili e trasformate all'inverosimile, gli svedesi, i norvegesi, un paio di francesi......indovinate chi avrebbe vinto il premio di chi arriva da più lontano???? evvaii!!!...il vino...italiano...e la birra a fiumi. Il gruppo dei musicisti era talmente supportato dalla curva italiana che ci hanno a loro volta premiato con un demo di loro produzione......e la birra continuava a scorrere e il sottoscritto a scivolare......scivolare...scivolare....&lt;br /&gt;&lt;a name="Sabato_5_Agosto_2006"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Sabato 5 Agosto 2006&lt;br /&gt;Giro turistico &amp;amp; spedizione aeroportuale A/R 250 km circa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;....il risveglio del guerriero è stato tutta una risata....per gli altri, io ero bombardato da un dolore alla testa del doposbornia massacrante, avevo dormito vestito: primo per il freddo, secondo per l'incapacità a svestirmi la notte precedente. L'accampamento durante la notte era cresciuto e già la mattina presto la gente riscaldava i propri motori essendo, per questo, mandati a quel paese dalla maggior parte, ma era peggio della torre di Babele.....non ci si capiva una sega!! Al risveglio Joker , già pronto, si faceva delle grasse risate vedendo quanto ero sconvolto, e con lui in coro i 2 di Verona...nostri vicini di tenda. Fatta una buona colazione e lavati con cura siamo andati all'esplorazione dei dintorni. La visita della vicina cittadina di Silkeborg ha fatto in modo che potessimo apprezzare la perfezione dei danesi, nella guida, nella pulizia...sembrava di essere nel fantastico mondo del Mulino Bianco....e noi con la faccia da Taralluccio eravamo estasiati anche dalle fihone bionde che ci circondavano. Con la bava alla bocca ho lasciato la mia compagnia, da lì a poco sarebbe arrivato un volo da Copenhagen con a bordo la mia bella e affaticata Sara...per questo ho ripiegato verso Aarhus. L'aeroporto distava circa 40km più a est.&lt;br /&gt;La Sarina è arrivata in perfetto orario ( voli danesi) e con tutto il bagaglio ( voli danesi).&lt;br /&gt;Stanchi e affamati siamo tornati appena in tempo per mangiare al raduno dove aspettava di fare la mia conoscenza MAX...il grande Max, di padre bergamasco e un buffo accento italiano. La parte più dura del sabato è stata sostanzialmente la scarica di frecciatine che mi arrivavano per il fatto che la Sara era presente....il tutto circondata dalla grande figura di merda del sottoscritto: .....ora.....conoscevo via mail un certO Dorte Petermuss, unO degli organizzatori del Guzzi Klub Denmark, ci eravamo scritti interminabili e-mail, perchè sua figlia era venuta a Firenze in gita con la scuola ed io l'avevo aiutata a trovare l'albergo , i ristoranti ecc ecc....inoltre si stava organizzando un viaggio a Firenze per il Ducati Klub Denmark con vari eventi. Per cui ero estremamente convinto che UN' insegnante di educazione fisica, allenatorE di una team di corse, e co-presidentE di un club motociclistico, dovesse essere un vikingo biondo di 2 metri di altezza e altrettanto di spessore. Non vedevo l'ora di conoscerlO e già mi aspettavo di vedermelO arrivare a braccia aperte. Invece al suo posto è arrivata una bella signora 48 enne, bionda, alta...che non dimostrava assolutamente quell'età....pensavo fosse la moglie....e sinceramente l'ho considerata col giusto peso....splash.... sono quasi affondato tra la vergogna.... Appena ripreso hanno letto il mio nome al microfono e mi hanno fatto salire sul palco di fronte a circa 600 persone, nel tendone da circo. Non era l'esibizione del clown ....era la premiazione per l'individuo, etichettato come guzzista, che arrivava da più lontano....circa 2020 km , sotto acqua, freddo, e dolori osso sacrali. La Sara non sapeva se ridere, piangere o semplicemente far finta di non conoscermi. Tra gli applausi della folla e la baldoria dei motociclisti, abbiamo deciso che per l'ora tarda e il sonno prorompente era meglio ripiegare verso la nostra tendina......e anche sul sabato calò il sipario. &lt;a name="Il_lungo_ritorno"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:georgia;font-size:180%;color:#ff0000;"&gt;Il lungo ritorno&lt;/span&gt;&lt;a name="Domenica_6_Agosto_2006"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Domenica 6 Agosto 2006&lt;br /&gt;Kjellerup - Copenhagen (Rungsted) km 335 circa &lt;/span&gt;&lt;a name="Luned.C3.AC_7_Agosto_2006_-_Visita_di_Copenhagen"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Lunedì 7 Agosto 2006 - Visita di Copenhagen&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" href="http://www.guzziclubfiorenza.it/sito/Immagine:Copenhagen.JPG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="Enlarge" href="http://www.guzziclubfiorenza.it/sito/Immagine:Copenhagen.JPG"&gt;&lt;/a&gt;CopenhagenAvevamo fatto a casina le prove di carico per la moto, e tutto era perfetto, anche se bella carica. La Sara non aveva però considerato le scarpe... e se qualche donna sta leggendo sa cosa intendo, d'altro canto, purtroppo, anche i mariti lo sanno. Smontata la tenda e lasciata asciugare al sole, il tempo di preparare il bagaglio e tutto attorno a noi era già cambiato, molti erano già partiti, gli italiani passarono a salutarmi. I ragazzi di Mandello proseguivano per il raduno in Belgio e a loro s'era aggregato anche Joker. I ragazzi di Verona si mettevano in viaggio per tornare a casa, il lavoro li attendeva. Il gruppo delle Aquile delle Alpi, già stava scaldando i motori e controllando i bagagli. Un senso di tristezza mi pervase per un attimo: avevo conosciuto proprio della bella gente, chi un po' esuberante, chi troppo silenzioso, ma sostanzialmente dei bravi ragazzi e tutto stava finendo troppo velocemente. Ma durò poco, il mio viaggio con la Sara sarebbe cominciato da lì a poco. Quella sera eravamo infatti ospiti a Rungsted, vicino Copenhagen da Dorte... la Dortina come la chiamavamo noi ancora scossi per il fatto dello scambio logico di persona. Max mi raggiunse portandomi una birra tipica, che conservo ancora, e aspetterò che qualcuno mi venga a trovare a Firenze, per stapparla.....( se non mi esplode prima).&lt;br /&gt;&lt;a title="" href="http://www.guzziclubfiorenza.it/sito/Immagine:Copenhagen2.JPG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="Enlarge" href="http://www.guzziclubfiorenza.it/sito/Immagine:Copenhagen2.JPG"&gt;&lt;/a&gt;Ci mettemmo in viaggio e fu abbastanza tranquillo, permettendoci anche di concederci, nonostante tutto una sosta ad Odessa per visitare la casa di Andersen. Oltrettutto sull'autostrada ci fu un incidente....per curiosità cronometrai il tempo che ci mettevano ad arrivare i soccorsi, e il tempo in cui sarebbero state riaperte le corsie al traffico ( una macchina aveva fatto testacoda e l'altra era ribaltata): 24 minuti e 38 secondi. Beh come da noi direi...ora più ora meno.&lt;br /&gt;&lt;a title="" href="http://www.guzziclubfiorenza.it/sito/Immagine:Copenhagen3.JPG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="Enlarge" href="http://www.guzziclubfiorenza.it/sito/Immagine:Copenhagen3.JPG"&gt;&lt;/a&gt;Un consiglio: quando viaggiate carichi e soprattuto su moto, affrontate i ponti ad una velocità non superiore ai 50 orari......e comunque non basta per evitare di massacrarvi: il ponte lungo , quello nuovo è stato a dir poco terribile!!!......20 km di ponte con il vento che sfrecciava trasversale a 75-90 km orari ....velocità di crociera 45/50 km orari pendenza moto circa 60/45°. Un'esperienza che non dimenticherò molto facilmente.&lt;br /&gt;Arrivati non poco stanchi notai la faccia della Sara cambiare colore.....infatti eravamo ospiti nella casa di Dorte ( bellissima donna) e le 2 figlie ( porc!!!) ...più o meno dell'età in cui uno dice....." se me le lascio scappare sono buho". La Sara era blu....oltretutto la prima frase che disse la più grande fu: " accidenti allora non tutti i guzzisti sono vecchi, grassi, e brutti"......bhe io spero di non diventarlo mai.....!!!.&lt;br /&gt;&lt;a title="" href="http://www.guzziclubfiorenza.it/sito/Immagine:Copenhagen4.JPG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="Enlarge" href="http://www.guzziclubfiorenza.it/sito/Immagine:Copenhagen4.JPG"&gt;&lt;/a&gt;L'ultima parte del viaggio sarà più leggera per tutti voi, racconterò solo le impressioni del viaggio , i luoghi visitati e se posso dei suggerimenti per dove stare e dove mangiare. Il giorno successivo abbiamo fatto i turisti, cambiando pelle...e adagiandola sulla sedia per riprenderla solo per viaggio. Copenhagen distava solo 20 minuti di treno da Rungsted. Una bella città anche se un po' fredda, non rispecchiante affatto la gente danese da noi conosciuta in quei giorni. O magari eravamo stati noi i fortunati. Persone cordiali hanno compensato la nostra ignoranza della lingua dandoci suggerimenti in un perfetto inglese.&lt;br /&gt;Un consiglio per la visita di Copenhagen: andate fino al canale principale, vecchio porto dela città e prendete il battello per la gita. Per una visita breve della città è più che soddisfacente. Attenzione solamente agli orari. Il pranzo è raro, spesso fanno solo una bella colazione. In caso vogliate mangiare pranzo alle 12/12:30 e cena dalle 18 alle 19:30 massimo. Evitate di cambiare i soldi in città , la commissione è molto alta, in un paesino è circa la metà. Meglio lasciare la moto fuori dal centro ed avvicinarvisi in mezzo pubblico. Oltretutto la Danimarca è cara, andate nei ristoranti solo se necessario ( non fate il nostro stesso errore). L'ultima sera da Dorte, abbiamo mangiato un tipico piatto danese di carne. Decisamente il modo migliore per farci sentire a nostro agio, anche perchè le imitazioni della nostra cucina in terra straniera sono orribili, con tutto l'impegno che possa essere messo. L'ultima sera una passeggiata in lungo mare era doverosa.....fino a quando c'era luce.....guardato l'orologio comunque suggerii che era tempo di andare a nannina. Ore 23:30 e c'era ancora luce!!!&lt;br /&gt;&lt;a name="Marted.C3.AC_8_Agosto_2006"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Martedì 8 Agosto 2006&lt;br /&gt;Copenhagen (Rungsted) - Lubeck - Bremen 447km circa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" href="http://www.guzziclubfiorenza.it/sito/Immagine:Lubeck.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="Enlarge" href="http://www.guzziclubfiorenza.it/sito/Immagine:Lubeck.jpg"&gt;&lt;/a&gt;Salutammo Dorte sorridendo per aver ricevuto una così calorosa accoglienza e ci mettemmo in marcia verso la Germania, prima tappa Brema con sosta a Lubecca per il pranzo.&lt;br /&gt;Il sole ci accompagnava ormai sovrano, e speravamo che continuasse così per il resto del nostro viaggio ma era solo una vana speranza. Il paesaggio danese era magnifico: piccoli villaggi rurali, grandi staccionate che circondavano campi di grano interminabili, verdi prati, laghi e fiumi. Colline piacevoli e fresche radure. Siamo scesi fino al mare, da lì abbiamo preso il traghetto che assomigliava più ad una nave da crociera. Il nostro programma di pranzare a Lubecca ha subito una piccola variazione: dato che la traversata sarebbe durata 45 minuti, abbiamo ben pensato di mangiare qualcosa a bordo e finire le ultime corone rimasteci. Scesi dalla nave eravamo in compagnia con altri bikers svedesi, harleyisti degli Hells Angels...omoni enormi ma simpatici, e un gruppettino con kawasaky d'epoca, anche loro svedesi, coi quali abbiamo condiviso il viaggio fino a Lubecca. La fatica stava facendosi sentire per cui abbiamo sostato a Lubecca giusto il tempo per un caffè veloce ripiegando poi sotto nuvoloni minacciosi verso Brema.&lt;br /&gt;Nelle aree di sosta abbiamo avuto il nostro primo incontro con degli insettucci bastardi: le vespe......sarà che la Guzzi ora è della piaggio...per cui si sentivano attratte dal gemellaggio....ma eravano veramente delle bastarde....non c'è stato verso di allontanarle, per cui eravamo quasi sempre bardati di tutto punto e la sosta consisteva in una sigaretta veloce ( indossando comunque sempre il casco ....per fortuna modulare) e una pisciatina .....almeno lì non ci seguivano.&lt;br /&gt;Arrivati a Brema...è stata una vera impresa trovare un albergo che avesse posto, siamo usciti dall'autostrada molto prima...sperando in una pensioncina in qualche paese...ma niente...alla fine stremati siamo entrati in un albergo in centro pretendendo che loro stessi ci aiutassero a trovare qualcosa....lasciando una lauta mancia....e la sistemazione era di gran lunga più soddisfacente di quella che potessimo sperare. Un alberghino 3 stelle nella parte sud - est della città, molto curato, col garage privato e chiuso la notte, Euro 75 la camera doppia con bagno privato e prima colazione inclusa.....il meritato riposo non tardò molto.....&lt;br /&gt;&lt;a name="Mercoled.C3.AC_9_Agosto_2006"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Mercoledì 9 Agosto 2006&lt;br /&gt;Brema - Amsterdam 360 km circa &lt;/span&gt;&lt;a name="Gioved.C3.AC_10_Agosto_2006"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Giovedì 10 Agosto 2006&lt;br /&gt;visita della città &lt;/span&gt;&lt;a name="Venerd.C3.AC_11_Agosto_2006"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Venerdì 11 Agosto 2006&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;L'italiano ad Amsterdam: perdizione e strafottio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;La mattina seguente pioveva, non c'è niente di meglio di mettersi in viaggio con la pioggia: almeno hai la speranza che vada a migliorare....e se non è così non rimani deluso.....viaggio all'ammollo e basta. La Sara, che ancora non mi ha mollato, era il primo viaggio lungo in moto che si faceva, ed è andato meglio del previsto nonostante tutto....considerando che veniva giù che Dio la mandava.Chiaramente le vespe nelle aree di servizio sembravano immuni alla pioggia, e continuavano a rompere i coglioni....solo a noi....probabilmente avevamo un che di dolce addosso che le attirava.....&lt;br /&gt;&lt;a title="" href="http://www.guzziclubfiorenza.it/sito/Immagine:Amsterdam.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="Enlarge" href="http://www.guzziclubfiorenza.it/sito/Immagine:Amsterdam.jpg"&gt;&lt;/a&gt;Il viaggio fu nonostante tutto gradevole, il paesaggio cambiava di volta in volta e prima di arrivare in Olanda notammo con piacere che non tutti i mulini al vento erano stati distrutti. Sarebbe stato come per un turista arrivare in Italia e non poter mangiare una buona pizza.....o bere un ottimo caffè....una delusione abbastanza grossa. Consiglio pratico: quando andate ad Amsterdam , prenotate prima. Noi non lo abbiamo fatto e ne abbiamo dovuto pagare le conseguenze: l'unico albergo che avesse disponibile un garage, peraltro a pagamento era una casa degli orrori. Hotel Arena:ex orfanotrofio e monumento cittadino, divenuto negli anni del dopoguerra ospedale militare e poi ostello. Nel 1985 era diventato albergo 3 stelle.&lt;br /&gt;L'entrata era alla'apparenza quella di un albergo ultramoderno, ma tetro, in stile abbastanza discutibile. Grandi tende blu scendevano dal soffitto, oscurando ogni possibile luce, poltrone nere nella hall sovrastate da lampade orribili e inquietanti...ma ancora non era niente!!!... Grandi scale di ferro e pietra serena davano accesso alle camere: per passare da un'ala all'altra c'erano porte bianche apribili con la scheda magnetica della stanza. Le porte sembravano quelle di un manicomio. Doppi vetri laterali e l'apertura centrale con vetro reticolato. Le camere spoglie con soffitti alti non meno di 5 metri e pareti in cartongesso per sentire bene il respiro del vicino di stanza. Armadi di ferro.&lt;br /&gt;&lt;a title="" href="http://www.guzziclubfiorenza.it/sito/Immagine:Moders.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="Enlarge" href="http://www.guzziclubfiorenza.it/sito/Immagine:Moders.jpg"&gt;&lt;/a&gt;Credo che l'Hotel abbia influenzato la nostra vacanza ad Amsterdam, facendola apprezzare solo per un verso: quello dello strafarsi... e della perdizione... l'ultima sera ho perso la cognizione del tempo dopo le ore 21:00... tanto per chiarire... e non aggiungere altro. A parte tutto abbiamo anche fatto i turisti: cara assaettata ma ricca di musei: Van Gogh, il Rijkmuseum con le opere di Rembrandt, Il museo di Storia, la casa di Anna Frank,ecc ecc... e poi ancora il migliore fra tutti: il museo dell'Heineken nel quale per 10 euro, ci siamo scolati 3 birre con regalino omaggio... tanto per ribadire il ruolo del mio amato fegato!!! Ristorante da raccomandare a chiunque abbia voglia di gustarsi la tipica cucina olandese: Moders (Madri in olandese). Notevole l'accoglienza, caloroso e familiare l'ambiente, ottima la cucina e le bevande. Giusto anche il prezzo....una cena completa....30 euro a testa...difatti eravamo gli unici italiani.&lt;br /&gt;Prima di ripartire alleggerimmo la moto, dando un po' del bagaglio in eccesso a mia madre, anche a lei ad Amsterdam con delle colleghe di lavoro....ora sì che era riposante!!!! &lt;a name="Sabato_12_Agosto_2006"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sabato 12 Agosto 2006&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Amsterdam - Stasburgo 615 km circa &lt;/span&gt;&lt;a name="Domenica_13_Agosto_2006"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Domenica 13 Agosto 2006&lt;br /&gt;visita della città &lt;/span&gt;&lt;a name="Lunedi_14_Agosto_2006"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Lunedi 14 Agosto 2006&lt;br /&gt;visita della città &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color:#330033;"&gt;Avevo fatto male&lt;/span&gt; i calcoli, l'idea di passare da Brugge, Lussemburgo e ripiegare verso Strasburgo era improponibile alla Sara, dopo esserci fermati una notte extra ad Amsterdam: si sarebbero trattati di 900 e passa Km in un solo giorno. Per cui l'unica soluzione rimaneva quella di saltare una delle nostre tappe seppur a malincuore. Il problema di fare un viaggio del genere da soli , rimane sempre quello dell'incognita sfiga. Se succedesse qualcosa, dal guasto a qualcosa di peggio, non puoi fare affidamento sull'aiuto di nessuno. Senza contare che il 17 dovevo assolutamente essere a lavoro a Firenze. Per cui dovevamo viaggiare con la migliore condizione psicofisica. Partimmo da Amsterdam sotto l'acqua ancora una volta...trovare la strada era abbastanza semplice...con le indicazioni scaricate da www.viamichelin.it . Questa volta avevamo prenotato l'albergo a Strasburgo dallo stesso sito , per non trovarci la stessa sorpresa di Amstedam. Strasburgo è una città a dir poco magnifica, la gente è favolosa, un po' tedesca, un po' francese, ospitale, sorridente e disponibile. L'albergo dove eravamo ospiti era al centro della città : un accogliente 2 stelle, con camere da far invidia ad un 4 stelle, ed io che lavoro in albergo so bene riconoscerne la differenza. Hotel Kleber ( www.hotel-kleber.com ) a due passi dalla cattedrale. Tra l'altro abbiamo avuto la fortuna di soggiornare a Strasburgo nel bel mezzo del festival degli attori da strada. Per cui uno spettacolo ogni pomeriggio e sera. Il concierge dell'Hotel ci ha consigliato già la prima sera un ristorantino tipico, da noi provato per più di una volta tanto era calda l'atmosfera e buono il cibo: Chez Yvonne. Ci siamo ripromessi di tornarci, è stato il soggiorno più bello di tutto il nostro viaggio europeo (raduno a parte).&lt;br /&gt;&lt;a title="" href="http://www.guzziclubfiorenza.it/sito/Immagine:Hotel_Kleber.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="Enlarge" href="http://www.guzziclubfiorenza.it/sito/Immagine:Hotel_Kleber.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="" href="http://www.guzziclubfiorenza.it/sito/Immagine:Strasburgo.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a name="Marted.C3.AC_15_Agosto_2006"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#3366ff;"&gt;Martedì 15 Agosto 2006&lt;br /&gt;......il rientro tutto d'un fiato 845 km circa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Una bella fracassata, ma il fatto che non piovesse era decisamente positivo. E ci ha permesso di goderci il paesaggio più rilassati possibile. Siamo partiti di buon'ora passando da Colmar, poco distante, per un caffè. altra "città degli elfi" per la perfezione delle strade e la particolarità delle case.&lt;br /&gt;&lt;a title="" href="http://www.guzziclubfiorenza.it/sito/Immagine:Colmar.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="Enlarge" href="http://www.guzziclubfiorenza.it/sito/Immagine:Colmar.jpg"&gt;&lt;/a&gt;Poi, seguendo il percorso scaricato da internet ( Autovelox segnalati!!!) siamo arrivati piano piano in Svizzera. Alla dogana manco un controllo e mi sono morso le labbra pensando a quanti calumet della pace avrei potuto portarmi da Amsterdam, da poter ben condividere assieme alla Grolla del nostro raduno a Settembre con tutti gli ospiti. Una breve sosta a Luzern per il pranzo e infine in men che non si dica siamo arrivati al confine italiano dopo il tremendo traforo del San Gottardo... avrei preferito farmi il passo... ma indovinate un po'?? Iniziava a piovigginare...&lt;br /&gt;&lt;a title="" href="http://www.guzziclubfiorenza.it/sito/Immagine:Svizzera.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a title="Enlarge" href="http://www.guzziclubfiorenza.it/sito/Immagine:Svizzera.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Arrivati in terra nostrana 2 erano le alternative: passare da Mandello per baciare il suolo di fronte a Santa Madre Guzzi oppure proseguire della serie "tutta una tirata" fino a Firenze. La poca stanchezza e la voglia di mangiare un buon piatto di spaghetti ci ha portato a prendere la seconda decisione. non che a Mandello si mangi male, tutt'altro... mma la vicinanza a casa ci ispirava di più...tra l'altro mancavano almeno altre 2 ore all'ora di cena classica italiana. Nei pressi di Parma gli stomaci brontolavano per cui , usciti dall'autostrada e aperti i nostri caschi modulari siamo andati a naso alla ricerca di un posticino dove sfamarci. Detto fatto ... abbiamo trovato un ristorantino economico , dove incredibile da dirsi e da proporsi abbiamo chiesto uno spaghettino allo scoglio in porzione vassoiale da 4... tanto avevamo bisogno di PASTA. ( Trattoria Pinocchio "da Beppe" ). L' arrivo a Firenze dopo circa 850 km è stato delirante... quasi un miraggio. Spenta Heaven, levato il bagaglio e male adagiato in casa, tolto l'abbigliamento da moto, siamo caduti di sasso nel letto e abbiamo dormito fino al pomeriggio del giorno seguente&lt;br /&gt;...a voi anche è concesso... o ai pochi rimasti il meritato riposo dopo questo "breve" resoconto , sperando che vi sia piaciuto, per consigli più dettagliati sapete dove trovarmi.......ora taccio perchè mi fumano le mani.......sul nostro sito pubblicherò a breve qualche foto solo del viaggio ahimè perchè la macchina fotografica ha fatto le bizze per il raduno ( o ero io troppo brillo????)&lt;br /&gt;P.S. chi non viene al nostro raduno di Firenze l'1-2-3 Settembre, anche solo per baciare le teste dei cilindri di Heaven, c'ha la mamma in vetrina ad Amsterdam (come quella di Zidane).&lt;br /&gt;Ricavato da "&lt;a href="http://www.guzziclubfiorenza.it/sito/5015_km_a_spasso_per_l%27Europa"&gt;http://www.guzziclubfiorenza.it/sito/5015_km&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2962758203153094495-4638632371918231914?l=motonaviganti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://motonaviganti.blogspot.com/feeds/4638632371918231914/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2962758203153094495&amp;postID=4638632371918231914' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2962758203153094495/posts/default/4638632371918231914'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2962758203153094495/posts/default/4638632371918231914'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://motonaviganti.blogspot.com/2007/11/5015-km-spasso-in-europa.html' title='5015 km a spasso in Europa'/><author><name>Aquila Gigliata</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09551451780839514426</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_ATm98-ti0nQ/R2WGjTLVMfI/AAAAAAAAAAg/P7m6-9zc67Y/S220/Senza%2Bnome.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2962758203153094495.post-1307083321184116285</id><published>2007-11-23T11:43:00.000-08:00</published><updated>2007-11-23T11:51:13.224-08:00</updated><title type='text'>Piccole bimbe crescono</title><content type='html'>Cazzo se è freddo stamani, un freddo micidiale. Massimo mi chiede di sbrigarmi, i funghi non possono attendere tutto il giorno... e mi prega di vestirmi pesante perchè non vuole sentir frignare, alle 5:00 nel bosco fa freddo. Non vuole portarmici, non ama avere compagnia quando si dedica alle sue passioni per staccare un po' la spina dalla routine. Come quando i pomeriggi di agosto, dove aver fatto "compagnia" alla famiglia si concede una gita col suo motore, di rado ci porta anche mia madre... solo in sella alla sua aquila.... Non appartiene a gruppi, stormi o branchi mio padre... è un falco solitario, un tipo burbero che non concede sorrisi a nessuno, ma da un cuore solido e fondamentalmente buono... piccoli flash che mi riportano alla sua memoria... La macchina arranca sulla collina, la macchina... una vecchia Niva 4x4 di estrazione russa, sembra debba collassare da un momento all'altro, ma arranca comunque orgogliosa e puntigliosa... trovare posto non è così difficile, nonostante la preoccupazione di Massimo di trovare altri "clienti". Solo un bastone gli fa compagnia, nella ricerca... mi chiede nonostante tutto di andare avanti, di fargli strada. Mi districo nel bosco in maniera goffa, non ci sono mai stato, non conosco la natura... lui da dietro ogni tanto borbottando mi dice di fermarmi... ne ha beccato un'altro... e così fanno già 3 porcini e 5 prataioli... il mio cesto è vuoto, l'occhio di falco non perdona. Massimo ad un certo punto inchioda... mi dice di fermarmi subito... i suoi occhi sono rapiti da tutt'altra cosa che un accampamento di funghi... primo pensiero che ingenuamente mi suvviene. Ha visto qualcosa, ma non sa ancora bene cosa... si butta nella macchia... con fiato ansimante... non l'ho mai visto così febbricitante... non è certo un tipo da rendere pubbliche le sue emozioni, non lo è mai stato, neanche con mia madre... almeno non davanti a noi. Torna fuori con la frase: "Lorenzo, vieni a darmi una mano....ho visto una stradina, magari con un po' di fortuna e qualche colpo di paraurti riesco a portare qui la macchina!!" Penso.... "Ma che ha visto un cervo??" No, non è un cervo... è un rottame, tutto bruciacchiato dal quale spunta una scritta inequivocabile da un cilindro... MOTO GUZZI... è ridotto ad un stato pietoso, probabilmente rubata e abbandonata nel bosco... la targa dice Firenze... 36... ecc ecc... anche discretamente giovane... per quel periodo. Alle mie spalle, chiari rumori di frasche e alberi che cadono, mi fanno capire che la strada anche se non l'ha trovata, Massimo è in procinto di costruirla a suono di stridore di cinghia... e marcie ridotte (nella Niva non c'erano, ma erano ridotte comunque). Io sono praticamente inesistente... ha trovato un terzo figlio... io sono la manodopera necessaria per portare a compimento un sogno... e farlo crescere... Mi corregge non è maschio, ma femmina... si tratta probabilmente di una Nevada... e a logica, dalla grandezza del cilindro di una Nevada 350. Per me è come sentir parlare arabo... d'accordo lui ha un California... ma per me è comunque arabo... io amo le moto da Cross... anche se per ora ho solo "portato" un Grizzly e un Fifty TOP, massimo che ho fatto è stato cambiargli la marmitta con una Malossi. Caricare il rottame a 2 ruote su quello a 4 è tutt'altro che semplice... ma niente potrebbe far desistere Massimo. Arriviamo a casa... mentre in auto è una tomba... ogni tanto quarda dallo specchietto retrovisore come sperando in un movimento, un sussulto di vita... io penso: "mio padre sta male, o quantomeno non è normale ora". In men che non si dica, in una settimana si presenta a casa con una persona, con la stessa luce negli occhi che possiede lui, ma di una 30ina di anni più vecchio... aprono il bandone del garage... osservano la Nevada, ancora bruciata, ancora morta... gli occhi del vecchio luccicano... esordisce con "maledetti figli di troia"... si gira a sinistra e vede il Cali... "bellissimo!!!!" difatti lo è: Massimo lo lucida almeno una volta a settimana, con prodotti fatti arrivare dalla Germania... lo smonta e rimonta una volta al mese... sembra immacolato e ha circa 250.000 km... ancora segnato sul contakm vecchio stile... non quelli nuovi che a 100.000 ripartono da 0... Il vecchio dice che gli piange il cuore ma non ha la possibilità di sistemarla... anche perchè possiede altri mezzi importanti... ma nel dirlo la chiama Bimba... da lì il nome... Massimo si offre volontario e vanno all'ACI..., l'anagrafe delle moto per dichiarare il nascituro. Si chiude in garage per giorni... chiamando a destra e a manca per i pezzi, i mercatini d'epoca e le rottamerie aprono i battenti alla sua foga, alla sua ricerca spasmodica di pezzi. Un giorno quando è a lavoro, scendo a curiosare... non sembra neanche lei... il motore è sul banco... ma il telaio e la carrozzeria... mio Dio... che moto bellissima... Massimo mi sorprende alla spalle... mi dice di andare al banco con lui... e mi spiega le leggi del motore a V, il bicilindrico, la carburazione... ma io non lo seguo... come faccio?? Non ne ho mai sentito parlare prima!!!.... Mia madre è incazzata di brutto, a scuola trascuro un po' il lavoro, ma la sua preoccupazione maggiore è che possa diventare come mio padre, con questa passione per le moto... lei non ci è mai voluta salire... fin'ora. All'arrivo di un nuovo fratello, anzi sorellina... ho riscoperto il piacere di avere un padre... Massimo, che difficilmente scorderò anche se la sorellina in futuro non dovesse esserci più. Ho scoperto anche un altra gran cosa: anche Massimo sorride... Mia madre ogni tanto mi chiede di portala a fare un giro... e ogni volta scende dalla moto coi lucciconi. A distanza di 14 anni da quei giorni molte cose sono cambiate... la Bimba che aveva 25.000 km... ha percorso un giro completo più altri 52.000... il conto totale fatelo voi. Mio padre, Massimo, che per me è stato un vero padre... soprattutto rendendomi partecipe di questa grande passione, ci ha lasciato 3 anni fa per una malattia che l'ha corroso... a tal punto che al primo anno di malattia ha venduto il Cali... anzi rottamato credo... dopo una vita da invidiare: 325.000km. Io torno in moto, nonostante le mie condizioni di salute non siano bellissime, e faccia cure devastanti... ho fondato un motoclub per ricordarmi di lui... ho fondato un motoclub per diffondere questa mia passione verso altri... con i pro e i contro che trovo nella vita da motoclub purtroppo parlando. E' la prima volta che racconto questa storia... non senza una punta sia di timidezza, amarezza, ma anche di orgoglio... mi sento fortunato... oltretutto è una storia che avevo promesso ad amici come Rinaz, Valter, Stefano, Gennaro... e molti altri. Come molti sanno "Heaven" il mio California Special ora è in officina per un brutto incidente fatto a dicembre... dal quale io ho smesso appena di riprendermi, "Piccolo Viandante" è da una vita in fase di restauro. la cara BIMBA... invece ha un problema più serio: dopo più di 170.000 km... la centralina è partita... se qualcuno ha quindi la possibilità di suggerirmi un posto ove averla usata... sarebbe un amico... per ora non posso comprarla nuova... non mi è concesso nel rispetto alla mi donna e alle spese che dobbiamo sostenere. Sono appiedato... che non si addice per un neo presidente di un motoclub... ma lo sono... per ora tutto è fermo in attesa di essere riportato a nuova vita, anche col vostro sostegno... per ora vi ringrazio di aver ascoltato la mia storia.... mi sono "addormentato" per un po', ma sto cercando di tornare presto in sella. Un ruggito bicilindrico !!!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2962758203153094495-1307083321184116285?l=motonaviganti.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://motonaviganti.blogspot.com/feeds/1307083321184116285/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2962758203153094495&amp;postID=1307083321184116285' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2962758203153094495/posts/default/1307083321184116285'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2962758203153094495/posts/default/1307083321184116285'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://motonaviganti.blogspot.com/2007/11/piccole-bimbe-crescono.html' title='Piccole bimbe crescono'/><author><name>Aquila Gigliata</name><uri>http://www.blogger.com/profile/09551451780839514426</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp1.blogger.com/_ATm98-ti0nQ/R2WGjTLVMfI/AAAAAAAAAAg/P7m6-9zc67Y/S220/Senza%2Bnome.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
